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Prodi: "Europa debole, rischi globali enormi. Ci comportiamo come servi di fronte a Trump"

Dal conflitto in Medio Oriente al ruolo della Cina, fino alle tensioni in Europa e alla politica italiana. L’ex premier traccia un quadro critico degli equilibri internazionali e avverte: senza una visione comune aumentano le fragilità
 

TRENTO. L’ex premier Romano Prodi ha lanciato un duro monito sugli scenari internazionali intervenendo al Festival dell’Economia di Trento, intervistato da Fabio Tamburini. Al centro dell’intervento i conflitti globali, il ruolo delle grandi potenze e il futuro dell’Europa. Per Prodi, la situazione in Medio Oriente rischia di lasciare conseguenze profonde e durature: «Gli Stati Uniti hanno bisogno di chiudere questa vicenda e anche l’Iran. Questa guerra fa di Israele una superpotenza, ma attorno restano Paesi arabi. Si è instaurato un odio che porterà conseguenze molto pesanti».

Medio Oriente e grandi potenze

Secondo Romano Prodi, accanto a una forte capacità strategica esisterebbe una debolezza politica evidente. «Da parte di Israele e degli Stati Uniti c'è una capacità strategica straordinaria, ma una incapacità politica che non ho mai capito», ha affermato. L’ex premier ha poi analizzato i rapporti tra Cina e Russia, sostenendo che Pechino starebbe assumendo una posizione dominante nei confronti di Mosca. «La Cina non vuole dipendere dalla Russia, vuole piuttosto che sia la Russia a dipendere da lei».

Usa, identità e crisi della diplomazia

Tra i temi affrontati anche la trasformazione della società americana e la radicalizzazione della politica internazionale. Prodi ha sostenuto che il fenomeno delle identità politiche stia modificando profondamente gli equilibri democratici. Ha citato il movimento Maga negli Stati Uniti e le nuove spinte della destra europea, avvertendo che «l'identità trionfa su qualsiasi cosa, ma uccide la diplomazia e riporta alle guerre di religione».

Big tech ed Europa

L’ex presidente del Consiglio ha espresso preoccupazione anche per il crescente peso delle grandi aziende tecnologiche. Secondo Prodi, l'influenza delle big company non riguarda soltanto l’economia ma rischia di estendersi sempre più sul piano politico e sociale. Ha poi criticato la posizione europea nei rapporti internazionali: «Ci comportiamo come servi davanti a Trump e non sappiamo come comportarci davanti ai cinesi». Da qui l’invito a costruire una maggiore capacità di azione comune dell’Europa.

Germania, Italia e politica interna

Nella parte finale dell’intervento Romano Prodi ha affrontato il tema del riarmo tedesco e degli equilibri europei. Ha definito la scelta della Germania di aumentare drasticamente le spese per la difesa come «un grande cambiamento nella struttura europea». Secondo l’ex premier, inoltre, l’asse tra Francia e Germania non avrebbe più la stessa forza politica del passato e mancherebbe un ruolo più incisivo dell’Italia. Sul fronte interno, ha escluso un’accelerazione verso elezioni anticipate: «Non è che sia più forte il campo largo, è più debole il governo».

"Un ritorno in politica? Lo escludo"

 "Ora siamo deboli, ci siamo prima schierati con Trump e ora si fa un po' il gioco, ma non si dice che abbiamo un futuro in Europa. Adesso con Vannacci figuriamoci come evolverà la situazione. Ci vuole un disegno politico ed entusiasmo". Lo ha detto l'ex premier, Romano Prodi, al Festival dell'economia di Trento. Rispondendo al direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, il "professore" ha escluso un suo ritorno in politica: "Anche se a Palazzo Chigi mi trovavo molto bene", ha ricordato. Poi ha glissato su Schlein e Conte: "Non do consigli non richiesti". 

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