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Qualità della vita: Trentino sul podio nazionale per giovani e anziani, ma resta il nodo infanzia

La ricerca del Sole 24 ore fotografa anche un’Italia che cambia rapidamente sotto il profilo sociale e demografico. La fecondità nazionale scende a 1,14 figli per donna, l’età media delle neo-madri sale a 32,7 anni e i matrimoni si fermano a 2,8 ogni mille abitanti. Crescono inoltre le persone che vivono sole (+7,9%) e aumenta il consumo di antidepressivi (+3,3%)

 

TRENTO. Trento si conferma tra i territori italiani con i migliori livelli di benessere per diverse generazioni. Lo indicano i primi risultati della nuova edizione dell’indagine sulla qualità della vita per fasce d’età del Sole 24 Ore, presentata al Festival dell’Economia. La provincia conquista il secondo posto nella classifica dedicata agli anziani e il secondo posto in quella dei giovani, mentre si colloca al tredicesimo posto nell’indice riservato ai bambini. 

L’indagine, arrivata alla sesta edizione, amplia quest’anno gli indicatori territoriali: si passa da 15 a 20 parametri per ogni fascia generazionale, per un totale di 60 statistiche provinciali certificate. Tra le novità compaiono anche i servizi raggiungibili a piedi in quindici minuti, come farmacie, negozi, strutture assistenziali e spazi ricreativi, oltre alla presenza di reti sociali e familiari considerate sempre più importanti nella qualità della vita quotidiana. 

Qualita' della vita: a Firenze i bambini vivono meglio, gli anziani a Trieste

La classifica del Sole 24 Ore presentata al Festival dell'economia di Trento

Tra i punti di forza di Trento spiccano soprattutto l’assistenza domiciliare e la partecipazione civile degli anziani. Sul fronte dei giovani, invece, il territorio continua a mostrare buoni risultati per qualità dei servizi e opportunità. A livello nazionale emerge anche il primato di Bolzano, che conquista il primo posto nella graduatoria dedicata agli under 35, mentre Firenze guida la classifica per i bambini e Trieste quella degli anziani. 

La ricerca fotografa anche un’Italia che cambia rapidamente sotto il profilo sociale e demografico. La fecondità nazionale scende a 1,14 figli per donna, l’età media delle neo-madri sale a 32,7 anni e i matrimoni si fermano a 2,8 ogni mille abitanti. Crescono inoltre le persone che vivono sole (+7,9%) e aumenta il consumo di antidepressivi (+3,3%). Dai test Invalsi emerge inoltre che il 44% degli studenti presenta competenze numeriche insufficienti, mentre il 39,9% mostra difficoltà nelle competenze alfabetiche, ancora sotto i livelli registrati prima della pandemia. 

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