Post contro un volto del Grande Fratello, chiesti 2.500 euro a una dipendente pubblica trentina
Una cinquantenne si è vista recapitare una diffida con richiesta economica dopo un commento pubblicato sui social. La vicenda riaccende il dibattito sulle contestazioni legali rivolte agli utenti per le opinioni espresse online
TRENTO. Le è stato presentato un conto da 2.500 euro per aver commentato una scena del Grande Fratello sui social, attaccando uno dei concorrenti più controversi di quell'edizione, Lorenzo Spolverato, più volte criticato dal pubblico per i suoi comportamenti.
La critica dell'utente, una dipendente pubblica trentina di 50 anni, era stata pubblicata sotto un post Instagram di un sito di gossip che mostrava una scena del reality. Nello specifico, le immagini ritraevano Spolverato avvicinarsi a un'altra concorrente mentre era intenta a lavare i piatti, facendo gesti alle sue spalle. La donna aveva commentato: «Uno schifoso, ma proprio schifoso, il trionfo della stupidità».
Per quella frase, però, si è vista recapitare una lettera da un noto studio legale, con allegati un report investigativo, una perizia informatica e una richiesta di risarcimento pari a 2.500 euro, salita a circa 3mila euro considerando le spese legali.
Assistita dall'avvocata Anais Tonel, la donna ha contestato la richiesta sostenendo che il commento rientrasse nel diritto di critica e fosse riferito a un comportamento ritenuto irrispettoso. Dopo un ulteriore tentativo di transazione da parte dello studio legale, la vicenda si è fermata senza che venisse avviato alcun procedimento.
Secondo l'avvocata Tonel, casi simili non sarebbero isolati. «Se non ci sono gli estremi della diffamazione, è importante non farsi intimidire e rivolgersi a professionisti o associazioni dei consumatori», sottolinea. Una vicenda che riapre il dibattito sui limiti tra critica online, tutela della reputazione e richieste di risarcimento nei confronti degli utenti dei social.