Abbonamento estivo a 20 euro, assalto alle biglietterie: smart card in ritardo e gli utenti protestano
Difficoltà per il personale a gestire le oltre 6.000 richieste. Le domande arrivate da cittadini non ancora in possesso di smart card sono duemila. Al momento sul totale sono state emesse ottocento tessere, meno del 50%
TRENTO. Viaggiare in Trentino a soli 20 euro per tutta l'estate ha ingolosito molti cittadini. Lo hanno testimoniato le lunghe code alle biglietterie e le numerose segnalazioni di ritardi nell'emissione dell'abbonamento con diversi trentini un po' spazientiti. Doveroso un passo indietro. La misura prevista - approvata dalla Giunta provinciale su proposta del presidente Maurizio Fugatti nell'ambito degli interventi contro il caro carburanti - permette infatti, tramite l'acquisto dell'abbonamento, dal 1° giugno al 31 agosto la libera circolazione su autobus urbani ed extraurbani, treni locali e la funivia Trento-Sardagna.
Per attivare il titolo di viaggio è però necessaria la smart card nominativa del trasporto pubblico trentino, per lavoratori e pensionati. Dal 28 maggio l'abbonamento da 20 euro è acquistabile presso le biglietterie, dove è possibile richiedere anche la smart card e per il rilascio dovrebbero bastare pochi giorni. Il condizionale è d'obbligo perché, complice anche il ponte del 2 giugno per il personale di Trentino Trasporti, molte tessere non sono ancora state emesse e sembrano ancora lontane dall'esserlo. «All'annuncio dell'abbonamento avevamo specificato che i tempi sarebbero stati più lunghi per coloro che non fossero già stati in possesso della tessera - spiega Mauro Groff, dirigente Umst patrimonio e trasporti della Provincia di Trento -. Alle 11.30 di questa mattina (ieri ndr) avevamo emesso 800 nuove smart card coprendo quasi il 50% delle 2000 nuove richieste arrivate».
Va fatta una precisazione. Il totale delle domande per l'abbonamento scontato, attualmente sono oltre 6200, ma comprendono anche le sottoscrizioni dei cittadini già in possesso di un titolo di viaggio (settimanale, mensile, annuale) che hanno chiesto un rimborso proporzionale o semplicemente l'attivazione del servizio - essendo già in possesso della smart card - e che hanno visto subito aggiornato il proprio abbonamento.
«Le code ai botteghini ci sono state - ammette Groff -. Ma su tre mesi di trasporto pubblico praticamente gratuito perdere una settimana non penso sia un dramma. Va colta la finalità del servizio. Ora tutto il personale disponibile è dedicato alle smart card. Il forte riscontro iniziale è stato un po' inaspettato, poi il ponte del 2 giugno non ha aiutato. Da mercoledì siamo ripartiti con le emissioni e per la metà della prossima settimana dovremmo soddisfare tutti».
Molti non rinnoveranno dopo la fine di agosto, ma una quota di persone potrebbe fidelizzarsi. «L'obiettivo è quello di rendere gli spostamenti più facili - ammette Groff -. Anche chi già usa quotidianamente i mezzi pubblici per spostarsi in città ne ha approfittato per chiedere il nuovo abbonamento. I primi richiedenti del 28 maggio hanno già la tessera disponibile. Quando qualcosa non funziona bene le lamentele arrivano, però non è corretto che la cittadinanza se la prenda con i funzionari, spesso insultandoli».
I problemi però non finiscono qui. La nobile iniziativa si scontra con un'organizzazione che non sta riuscendo a supportare l'afflusso di gente. Manca collaborazione tra stazioni, con la sede alla stazione dei treni che manda i cittadini a quella delle corriere, caricando di lavoro i propri colleghi. Recandosi in biglietteria ieri, la richiesta della smart card veniva accolta, ma per il ritiro della stessa, agli utenti veniva detto di ripresentarsi tra 20 giorni. Un'eternità, così un mese su tre non viene coperto. Tant'è che una lavoratrice ha pensato bene di ritirare la propria domanda suggerendo: «Non è corretto avere un servizio per due terzi del tempo promesso. Andava fatta una prevendita per snellire i tempi».