Degasperi: "Itea, c’era una volta l’edilizia pubblica: le criticità nella gestione degli alloggi in Trentino"
Il consigliere provinciale solleva una serie di criticità emerse da diverse segnalazioni arrivate dagli assegnatari. Nel mirino la gestione delle richieste di trasferimento, gli aumenti dei canoni dopo variazioni di reddito e il nuovo sistema di ripartizione delle spese per l’acqua calda
TRENTO. I criteri adottati da ITEA per i cambi di alloggio, l'aumento dei canoni a seguito di variazioni reddituali e il nuovo sistema di ripartizione delle spese per l'acqua calda sanitaria. Sono questi i temi al centro di un'interrogazione presentata dal consigliere provinciale Filippo Degasperi, che chiede alla Giunta di verificare la coerenza delle attuali procedure con la finalità sociale dell'edilizia pubblica.
Secondo quanto evidenziato nell'atto, negli ultimi mesi sarebbero emerse diverse situazioni che mettono in discussione la capacità del sistema di rispondere ai bisogni concreti degli assegnatari. Un primo caso riguarda un inquilino che aveva chiesto il cambio di alloggio per avvicinarsi ai familiari e al luogo di lavoro. L'uomo, impossibilitato a conseguire la patente e privo di collegamenti pubblici compatibili con l'orario di inizio del turno alle 6 del mattino, si sarebbe visto respingere la richiesta. Per il consigliere ciò pone interrogativi sulla capacità dei criteri attuali di valutare esigenze lavorative, personali e assistenziali.
Un secondo episodio riguarda una vedova residente in un alloggio ITEA che, dopo aver iniziato a percepire la pensione di reversibilità, avrebbe subito un forte incremento del canone di locazione. A fronte di un reddito mensile complessivo di circa 1.700 euro, la donna si troverebbe a sostenere un affitto di circa 550 euro e spese condominiali per altri 450 euro, con una disponibilità residua di circa 600 euro al mese. Degasperi chiede se un sistema di edilizia pubblica debba prevedere meccanismi di gradualità e tutela in situazioni di questo tipo.
La terza segnalazione arriva dagli alloggi di Meano e riguarda il nuovo criterio introdotto per la ripartizione dei costi dell'acqua calda sanitaria negli edifici con impianto centralizzato. Con il rendiconto 2024-2025 è stata applicata una divisione della spesa al 50 per cento in base ai consumi e al 50 per cento attraverso una quota fissa, indipendente dall'utilizzo effettivo. In uno dei casi segnalati il costo annuale sarebbe passato da 198 euro a oltre 508 euro. Il consigliere chiede quindi di conoscere il fondamento normativo e tecnico della misura e se siano state effettuate valutazioni sull'impatto economico per gli assegnatari.
Attraverso cinque quesiti rivolti alla Giunta provinciale, Degasperi domanda se l'esecutivo sia a conoscenza delle criticità segnalate, se ritenga necessario rivedere i criteri per i cambi di alloggio e se intenda avviare un confronto con ITEA per valutare eventuali correttivi a tutela degli inquilini.