Giustizia

Sfruttava la prostituzione della compagna e derubava i clienti: condannato a 4 anni e mezzo

Secondo l’accusa la coppia aveva organizzato un sistema per impossessarsi di denaro, carte di credito e oggetti di valore durante gli incontri. Il 40enne farà ricorso contro la sentenza del Tribunale di Trento
 

TRENTO. È stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione un 40enne di origine romena riconosciuto colpevole di sfruttamento della prostituzione, furto e indebito utilizzo di carte di credito. La sentenza è stata pronunciata dal collegio del Tribunale di Trento composto dai giudici Marco Tamburrino, Marta Schiavo e Daniele Bonomi. La pena è inferiore di quattro mesi rispetto a quella richiesta dalla Procura, rappresentata dal pubblico ministero Davide Ognibene.

I fatti risalgono al 2018 e si sarebbero svolti all’interno di un residence del capoluogo. Secondo l’accusa, la compagna dell’uomo, una sex worker trentenne, attirava i clienti nei pressi della struttura e li accompagnava nelle stanze per le prestazioni sessuali. Nel frattempo il partner, ritenuto dagli inquirenti il suo "protettore", avrebbe approfittato della situazione per sottrarre effetti personali lasciati incustoditi dagli uomini.

L’indagine ha ricostruito un presunto sistema collaudato. I clienti venivano invitati a lasciare vestiti e oggetti personali in una zona separata della stanza. Durante gli incontri sessuali, l’imputato avrebbe avuto accesso a portafogli, denaro, carte di credito e altri beni di valore. Tra gli episodi contestati figura anche la sparizione di attrezzatura fotografica appartenente a una delle vittime.

Sono almeno quattro gli uomini che hanno presentato querela, anche se gli investigatori ritengono che i casi possano essere stati più numerosi. Le indagini della Squadra Mobile della Questura di Trento hanno portato all’identificazione della coppia. La donna aveva scelto di patteggiare la pena, chiudendo anticipatamente la propria posizione giudiziaria. Il 40enne, assistito dall’avvocato Cristian Zamfir, ha invece affrontato il processo ordinario. La difesa contesta la ricostruzione accusatoria e ha annunciato il ricorso in Appello.

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