La protesta

Festival dell’Economia, sciopero delle maschere: a rischio gli spazi del Centro Santa Chiara

Sabato possibile stop nei teatri gestiti dal Centro: al centro della protesta 42 centesimi l’ora attesi da oltre un anno e condizioni diverse tra lavoratori
 

TRENTO. Sabato il Festival dell’Economia rischia di ritrovarsi senza gli spazi gestiti dal Centro Santa Chiara. A meno che non si rimedi in fretta e furia con nuove maschere, perché quelle che lavorano nei teatri, come il Sociale o l’Auditorium, sciopereranno. Una figuraccia nazionale per cosa? Per non scucire 0,42 euro l’ora. Quarantadue centesimi attesi da oltre un anno da una quarantina tra addette e addetti, con paghe tra 6,72 e 7,14 euro l’ora lordi.

Una fotografia impietosa delle condizioni del lavoro nel nostro Paese: i relatori del festival potrebbero parlare con le giovani maschere di “mercato, nuovi poteri” e soprattutto di “speranze dei giovani”. Da oggi a sabato, insieme alle sigle sindacali Slc Cgil e Uil Fpc, partirà un volantinaggio per rendere note a tutti le condizioni di lavoro.

Centro Santa Chiara, maschere in sciopero

Lo sciopero è stato indetto dopo che la trattativa per riconoscere il superminimo collettivo da 42 centesimi non ha portato a risultati concreti dopo quasi un anno e mezzo di confronto tra Centro Santa Chiara, sindacati e la coop bolzanina Cooperativa Servizi Urbani, aggiudicataria del subappalto tramite il Consorzio Lavoro Ambiente.

«Pur svolgendo lo stesso lavoro, assoggettato allo stesso contratto collettivo nazionale, vengono riconosciute paghe diverse tra vecchi e nuovi dipendenti», spiegano Cgil e Uil.

Le maschere con contratto a tempo indeterminato vengono pagate 7,14 euro l’ora. A quelle con un contratto a tempo determinato “lungo” non viene più riconosciuto il superminimo collettivo: la paga si ferma così a 6,72 euro l’ora.

Per le nuove assunzioni, effettuate in modo discontinuo e mese per mese, si prevede il superminimo, ma si escludono diritti come ferie, permessi e malattia. Ne deriva, denunciano i sindacati, una situazione di salari bassi e condizioni diseguali, che «umilia e mortifica il valore del nostro lavoro».

Da parte sua, il Centro Santa Chiara ha espresso «stupore e rammarico per una presa di posizione così rigida e inaspettata». Ma i sindacati replicano che la mobilitazione era stata annunciata già nell’incontro del 12 maggio.

Il Centro ricorda di non essere il datore di lavoro diretto e spiega che il servizio è stato affidato al Consorzio Lavoro Ambiente, con Cooperativa Servizi Urbani come esecutore dell’appalto.

«L’indennità è al centro di articolati confronti, attivamente in corso, per il suo riconoscimento economico», afferma il Centro, parlando di «profili di forte complessità interpretativa e applicativa».

Profili di forte complessità applicativa: quarantadue centesimi.

comments powered by Disqus