L'abbraccio del Muse al suo fondatore Michele Lanzinger: «Guida, maestro e fonte di idee»
Morto a 69 anni lo storico direttore che ideò il Museo delle Scienze insieme a Renzo Piano. Il museo lo ricorda con un messaggio carico di affetto e gratitudine: «Grazie Michele da tutte e tutti noi» (Foto Muse)
L'ADDIO Morto a 69 anni Lanzinger
L'INTERVISTA Lanzinger va in pensione
TRENTO. «Grazie Michele da tutte e tutti noi». Sono le parole che chiudono il commosso messaggio con cui il MUSE ha voluto ricordare Michele Lanzinger (morto a 69 anni) il direttore che più di ogni altro ha segnato la storia del museo e della divulgazione scientifica in Trentino. Un saluto semplice, ma capace di racchiudere il dolore e la gratitudine di un'intera comunità che oggi si stringe attorno alla moglie Giuliana, ai figli Sofia e Leonardo e a tutta la famiglia.
Nel ricordo affidato dal presidente, dal Consiglio di amministrazione, dalla direzione, dal comitato scientifico e da tutto il personale del museo emerge soprattutto la dimensione umana di Lanzinger. Non soltanto il professionista che ha portato il MUSE a diventare un punto di riferimento internazionale, ma una presenza costante, un interlocutore sempre disponibile al confronto, una guida capace di ascoltare e valorizzare le persone.
Il museo lo definisce il protagonista di una vera e propria metamorfosi culturale. Fu lui a immaginare e costruire, insieme a Renzo Piano, il percorso che avrebbe trasformato il Museo Tridentino di Scienze Naturali nell'attuale MUSE, un luogo aperto alla società, al territorio e alle nuove generazioni. Una visione che ha cambiato per sempre il volto della cultura scientifica in Trentino e ben oltre i confini provinciali.
Ma nelle parole del museo c'è soprattutto il ricordo di un uomo animato da una curiosità inesauribile e da una passione contagiosa per la conoscenza. «Leader autorevole, sempre disponibile all'ascolto e al dialogo», lo definiscono i colleghi, che oggi ne piangono la scomparsa. Un tributo che va oltre i ruoli e gli incarichi ricoperti: è l'abbraccio di una comunità al suo maestro, al padre del MUSE, alla persona che ha trasformato un'idea in una delle realtà culturali più importanti d'Italia.