L’analisi

La provincia di Trento dal 2014 al 2024 ha perso oltre 5.300 artigiani

È quanto emerge dall'analisi dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre. Lo scorso anno gli artigiani trentini sono scesi a 14.488 unità, con una perdita di 754 professionisti rispetto all'annata precedente (-4,9%)

TRENTO. Anche la provincia di Trento non sfugge al crollo dell'artigianato che sta investendo l'Italia, ma i numeri mostrano una tenuta relativamente migliore rispetto ad altre aree del Paese. Nel 2024 gli artigiani trentini sono scesi a 14.488 unità, con una perdita di 754 professionisti rispetto all'anno precedente (-4,9%).

Il dato colloca Trento al 42° posto nella classifica nazionale delle province per calo percentuale nell'ultimo anno, un risultato che la pone nella metà meno colpita d'Italia. Peggio hanno fatto realtà come Ancona (-9,4%), Ravenna (-7,9%) e Ascoli Piceno (-7,9%), mentre solo poche province del Sud sono riuscite a contenere le perdite sotto il -3%.

Guardando al trend decennale, il Trentino-Alto Adige si conferma tra le regioni più resilienti: dal 2014 al 2024 ha perso 5.351 artigiani (-15,7%), un calo significativo ma ben inferiore rispetto a regioni come Marche (-28,1%), Umbria (-26,9%) o Abruzzo (-26,8%). La provincia autonoma di Bolzano ha registrato performance simili, con 14.210 artigiani nel 2024 (-731 rispetto al 2023, pari al -4,9%). 

La tenuta relativa del Trentino potrebbe essere legata alla forte tradizione manifatturiera locale, al turismo che sostiene diversi comparti artigianali e alle politiche di sostegno alle piccole imprese della Provincia autonoma. Tuttavia, anche qui si registrano le stesse difficoltà nazionali: invecchiamento degli artigiani, scarso ricambio generazionale e concorrenza del commercio online.

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