Lavoro

Autisti e meccanici, in 27 dall'Argentina. Pronti anche 45 tra cuochi e camerieri

“Ci rendiamo conto che può esserci qualche ritrosia da parte delle aziende nell'assumere persone che non conoscono e che vengano da lontano - risponde la dirigente di Agenzia del lavoro Stefania Terlizzi - Per questo abbiamo organizzato incontri da remoto in modo che le parti si vedano e possano interfacciarsi”

di Daniele Battistel

TRENTO. Ancora non è stato deciso se all'arrivo in Trentino troveranno ad accoglierli il loro connazionale più conosciuto all'ombra del Bondone, ovvero il capitano di Aquila Basket Toto Forray (ma conoscendo la sua disponibilità, non dirà certo di no se glielo chiederanno!).

Di sicuro troveranno un lavoro e una casa. Sono i giovani argentini che hanno aderito al progetto "Ready to work", lanciato in via sperimentale qualche mese fa da Provincia e Agenzia del lavoro, con l'obiettivo di attrarre lavoratori formati e qualificati per venire incontro alla domanda di manodopera specializzata segnalata da tempo dai settori economici in Trentino. Nello specifico il percorso punta all'inserimento di 100 lavoratori argentini in settori chiave dell'economia locale, in particolare quello del turismo e dell'accoglienza, quello dell'autotrasporto e quello dell'autoriparazione.

Per quanto riguarda il primo ambito sono stati banditi 17 posto da cuoco, 20 per camerieri di sala e bar e 12 per camerieri ai piani). Per il secondo si era partiti con 35 tra autisti (trasporto persone e merci) e meccanici, poi scesi a 27 per la rinuncia da parte di alcuni candidati.

In Argentina coloro che si sono dimostrati interessati al percorso, quasi un'ottantina in totale, stanno completando il percorso di preparazione che dovrà accertare le loro conoscenze linguistiche (livello A1) e civico-culturali di base, ma anche fornire una formazione professionale specifica (80 ore) e competenze su temi come sicurezza sul lavoro, diritti dei lavoratori e lessico di settore. Da dicembre 2025 i lavoratori saranno disponibili a entrare nelle aziende trentine con contratti regolari di lavoro subordinato.

Le aziende, oltre ad un contratto di inserimento (minimo 12 mesi) o un contratto stagionale iniziale, dovranno garantire loro un alloggio idoneo e formazione aziendale obbligatoria. L'iniziativa è partita un po' in sordina. Nelle prime settimane, complici il periodo estivo e la concentrazione dei titolari delle imprese turistiche sul momento clou della stagione, erano arrivate poche manifestazioni di interesse da parte dei potenziali datori di lavoro. Tanto che ultimamente è stato richiesto alle associazioni di categoria di ricordare l'iniziativa ai loro aderenti.

«A noi - spiega il direttore degli Artigiani Nicola Berardi - sono arrivate una quindicina di richieste da parte di ditte di trasporto e di officine. Ci aspettavamo numeri un po più alti, ma essendo la prima volta che viene proposto questo progetto è normale che possa esserci qualche incertezza. Mi pare di poter dire che c'è un punto su cui i titolari delle aziende, che pure ricercano manodopera, vanno in difficoltà, ovvero quello dell'obbligo di trovare un alloggio per le persone da assumere».

«Ci rendiamo conto che può esserci qualche ritrosia da parte delle aziende nell'assumere persone che non conoscono e che vengano da lontano - risponde la dirigente di Agenzia del lavoro Stefania Terlizzi - Per questo abbiamo organizzato incontri da remoto in modo che le parti si vedano e possano interfacciarsi».

Per quanto riguarda i numeri, Terlizzi spiega che sono 27 tra meccanici e autisti quelli che stanno terminando i corsi. «Considerando le manifestazioni di interesse delle aziende artigiane e quelle industriali stiamo arrivando al matching perfetto» continua la direttrice.

«Si tratta di persone molto motivate, che per la maggior parte già lavorano nei settori per i quali si sono proposti e che hanno un grande interesse a trasferirsi in Italia». Per quanto riguarda l'ambito turismo per ora si sono fatte avanti una ventina di persone a fronte dei 45 lavoratori argentini che si stanno preparando per arrivare in Trentino. «Ma noi - spiega ancora Terlizzi - confidiamo che andando verso la fine della stagione estiva le aziende inizino ad avere più tempo per pensare all'organizzazione della prossima stagione invernale, per la quale questi lavoratori saranno già potenzialmente disponibili».

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