“Agricoltura e turismo lavorano ormai in stretta sinergia”
La prima edizione della fiera dell’enoturismo “FINE Italy 2025” si propone di facilitare l'incontro tra i produttori di vino e gli operatori turistici di tutto il mondo: Spagna, Brasile, Stati Uniti e India sono solo alcuni dei luoghi di origine dei compratori arrivati a Riva.
TRENTO. Due pilastri dell'economia trentina minacciati da incertezze economiche e dazi, ma sempre più uniti nella ricerca di soluzioni comuni, in particolare nelle cosiddette “esperienze” turistico-enogastronomiche. Sono questi i temi al centro della prima edizione della fiera dell’enoturismo “FINE Italy 2025”, in corso da ieri mattina fino a questa sera al Quartiere Fieristico di Riva del Garda. Ospiti della fiera, da un lato, aziende vitivinicole locali e nazionali; dall’altro, operatori turistici provenienti da tutto il mondo.
Ad inaugurare la due giorni è stato ieri il presidente di Fierecongressi Roberto Pellegrini. Presenti anche l’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni, l’assessora all’agricoltura Giulia Zanotelli, il sindaco di Riva Alessio Zanoni e il presidente di Garda Dolomiti Silvio Rigatti. Assente la ministra del turismo Daniela Santanchè, che ha tuttavia inviato una lettera di saluto. Al centro della manifestazione, oltre agli eventi e ai seminari tematici, soprattutto gli spazi di incontro tra cantine e operatori turistici.
Settantasei aziende vitivinicole, 74 operatori turistici e ben 3 continenti rappresentati: questi i numeri della fiera, il cui scopo è facilitare l'incontro tra i produttori di vino e gli operatori turistici di tutto il mondo. Spagna, Brasile, Stati Uniti e India sono solo alcuni dei luoghi di origine dei compratori arrivati a Riva.
Quasi tutte italiane invece le aziende agricole coinvolte, tra cui diverse cantine sociali e aziende a conduzione familiare dal territorio altogardesano. «Agricoltura e turismo lavorano ormai in stretta sinergia - ha spiegato l'assessore Failoni - ed è fondamentale che tutte le parti ne colgano il valore, operatori turistici da un lato e produttori agricoli dall'altro. Per conto nostro, stiamo investendo molto su Stati Uniti, Brasile e Scandinavia». Sulla stessa linea l'intervento dell'assessore Zanotelli, che ha aggiunto: «Quello di turismo e agricoltura è un binomio essenziale. L'obiettivo della Provincia è posizionarsi tra i cinque territori più importanti dell'enoturismo in Italia».
Tutti d'accordo quindi nel valorizzare le cosiddette "esperienze", ultima tendenza del settore turistico che fa della produzione agricola e del lavoro nei campi un pacchetto da vendere al turista. Ne ha sottolineato il ruolo strategico per le zone rurali e per la destagionalizzazione la ministra Santanchè, nel suo messaggio: «Le esperienze dell'enoturismo integrano aree rurali e piccoli borghi, aprendo un canale per la distribuzione e la destagionalizzazione dei flussi turistici». Un fenomeno, quello del turismo esperienziale, che ha il pregio di rendere più autentico il turismo, ma che nasconde il rischio di rendere meno autentica la produzione stessa. È invece noto il suo contributo per la destagionalizzazione, come alcuni ospiti hanno sottolineato, dato che i viaggi a tema enologico ben si prestano a stagioni meno turistiche dell'anno, come quella autunnale.