Carburanti «Autotrasporto in allarme: i rincari mettono a rischio le imprese»
Federconsumatori: "Energia, nuovi rincari in arrivo. In Trentino famiglie e lavoratori rischiano un duro colpo. Non può essere sempre chi vive di reddito a pagare le crisi internazionali"
GUERRA Caro-carburanti in Trentino, diesel fino a 2,229 in A22
TRENTO. «Le tensioni internazionali non possono trasformarsi nell’ennesimo colpo ai danni dell’autotrasporto. I carburanti rappresentano la principale voce di costo per le imprese del settore e ogni aumento improvviso rischia di scaricarsi direttamente sulla sostenibilità economica delle aziende e, a cascata, sull’intero sistema produttivo». È quanto afferma Andrea Pellegrini, presidente di FAI-Conftrasporto Trentino-Alto Adige, commentando le preoccupazioni legate ai possibili rincari dei carburanti in seguito alla crisi in Medio Oriente.
«In queste ore la categoria è comprensibilmente preoccupata – prosegue Andrea Pellegrini –. Riceviamo numerose telefonate da parte delle imprese associate che guardano con apprensione all’andamento dei mercati energetici e chiedono alle istituzioni la massima attenzione verso un settore che è già sottoposto a forti pressioni sui costi. Il nostro territorio vive di mobilità e di scambi – osserva Pellegrini –. Ogni giorno centinaia di imprese di autotrasporto trentine attraversano l’arco alpino e collegano il Nord Italia ai mercati europei. In questo contesto, il carburante non è semplicemente un fattore di costo: è il motore della competitività delle imprese e dell’efficienza delle filiere logistiche».
Per il presidente regionale della FAI, anche variazioni apparentemente contenute possono avere effetti molto pesanti. «Un aumento del 10 o del 15 per cento del prezzo del carburante – spiega – significa comprimere ulteriormente margini già molto ridotti. In un settore che opera spesso con contratti e tariffe definiti mesi prima, questi rincari rischiano di trasformarsi in perdite immediate per le imprese».
«L’autotrasporto – prosegue Pellegrini – è un anello essenziale della catena economica del nostro territorio. Quando aumentano i costi del trasporto aumentano inevitabilmente anche quelli delle merci e dei servizi. È quindi nell’interesse di tutto il sistema economico evitare dinamiche speculative e garantire la massima trasparenza nella formazione dei prezzi».
"Serve grande attenzione in questa fase – conclude il presidente di FAI-Conftrasporto Trentino-Alto Adige – perché tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati energetici non si traducano in rincari ingiustificati che finirebbero per colpire duramente le imprese di autotrasporto e, con esse, l’economia reale dei nostri territori".
Federconsumatori: nuovi rincari in arrivo
"Le tensioni internazionali tornano a scaricarsi sulle bollette di famiglie e lavoratori. L’impennata delle quotazioni del gas sui mercati europei, con aumenti superiori al 39% e valori che sfiorano i 60 euro al megawattora, riapre uno scenario che in Trentino richiama alla memoria la crisi energetica del 2022-2023".
"In assenza del disaccoppiamento tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas, l’intero sistema tariffario rischia di trascinare verso l’alto anche le bollette elettriche. Il risultato è prevedibile: un ulteriore aggravio a carico delle famiglie e del lavoro dipendente, mentre i meccanismi di formazione dei prezzi restano legati a dinamiche finanziarie e speculative su cui i territori non hanno alcun controllo".
Le stime dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori parlano chiaro. Se i prezzi dovessero stabilizzarsi sui livelli attuali, una famiglia anche trentina che utilizza il gas per riscaldamento, acqua calda e cucina potrebbe subire un aggravio di circa 349 euro annui".