Le esternazioni

Renzi dal Festival dell’Economia di Trento: “La Meloni è in difficoltà, il centrosinistra può vincere”

Il leader di Italia Viva ha toccato alleanze, elezioni anticipate, fisco, salari e politica estera. Attacchi duri a Meloni e Salvini, ma anche aperture a Schlein sul futuro del centrosinistra (foto Daniele Paternoster / Pat)

TRENTO. Il Festival dell’Economia si trasforma anche in un’arena politica e Matteo Renzi usa il palcoscenico trentino per lanciare una lunga serie di attacchi al governo e aprire il dibattito sul futuro del centrosinistra. Il leader di Italia Viva ha puntato il dito soprattutto contro Giorgia Meloni e Matteo Salvini, parlando di una maggioranza in difficoltà e di un Paese che rischia di rallentare.

Secondo Renzi, il vicepremier leghista avrebbe interesse a tornare rapidamente alle urne perché «ogni giorno che passa la Lega perde consenso», con una parte dell’elettorato che si sposterebbe verso Vannacci e un’altra che guarderebbe addirittura al centrosinistra. Sul tema delle elezioni anticipate ha ironizzato: «Sono d'accordo con Salvini, ma quando è tornato a Roma gli avranno fatto una sciacquata di capo».

Nel suo intervento non sono mancati gli affondi contro il governo sul fronte economico. Renzi ha parlato di salari reali in calo, aumento del debito pubblico e pressione fiscale record al 43,1%, accusando la presidente del Consiglio di non aver mantenuto le promesse sul taglio delle tasse. Frecciate anche al ministro dei Trasporti: «Da quando c'è Salvini trovare un treno in orario è più difficile che vincere una lotteria».

Guardando invece agli equilibri del centrosinistra, il leader di Italia Viva ha riconosciuto a Elly Schlein il diritto di rivendicare la leadership della coalizione, pur lasciando aperta l’ipotesi delle primarie. «Senza di noi non si vince», ha però ribadito, sostenendo che l’area riformista sarebbe decisiva per garantire un rapporto con il mondo delle imprese e scongiurare un aumento della pressione fiscale. Dalla politica interna alla scena internazionale, Renzi ha poi definito il ministro israeliano Ben Gvir un «delinquente politico», tornando a sottolineare il ruolo strategico dell’Europa e degli equilibri nel Medio Oriente.

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