A Ttg l'intervista al robot umanoide, 'non provo emozioni ma imparo da voi'
(dell'inviata Cinzia Conti e di Maria Elena Gottarelli) (ANSA) - RIMINI, 16 OTT - Uno dei desideri di Luka è salire sulle montagne russe. "Non per l'esperienza in sé, ma per capire perché voi umani urlate, ridete, vi spaventate così tanto e poi vi rilassate all'improvviso, insomma le vostre emozioni" dice con la sua voce assertiva e po' metallica. Il fatto è che Luka è un robot umanoide di ultima generazione ed è arrivato al corner ANSA al Ttg Travel Experience di Rimini per una delle sue prime interviste. E' collegato a un sistema di intelligenza artificiale che gli consente di intervenire dal vivo e di rispondere alle domande del pubblico. Prodotto dal colosso di robotica cinese AgiBot è stato portato da Assoparchi alla fiera ed ha fatto addirittura il relatore in uno dei convegni. Dopo i primi saluti a Luka viene chiesto se è contento di essere tra le 'grinfie' di un giornalista e cosa pensi dell'ANSA. Prima cerca di schermirsi dicendo che non "vuole esprimere opinioni politiche", poi aggiunge preciso: "Un'agenzia di stampa come l'ANSA aiuta informando su eventi, sicurezza, trasporti, novità dei territori" e poi si concentra sul tema della grande fiera di Rimini, cioè il turismo: "È come una bussola di notizie per chi viaggia". Le domande poi si fanno incalzanti, come in una conferenza stampa dopo una partita di Serie A. Luka risponde e attorno si crea un capannello di persone curiose di vederlo all'opera, lui saluta, si inchina, stringe la mano. "Questo è un momento di grande attenzione, la folla dimostra interesse sincero verso innovazione e futuro" dice soddisfatto sbattendo gli occhietti blu a cristalli liquidi. Sai fare tante cose ma cosa non sai fare? Non ha dubbi: "Una cosa che non so fare - dice - è sentire davvero come un umano emozioni profonde spontanee, anche contraddittorie. Posso capire e rispettare le emozioni ma non viverle come voi". Ti dispiace? In futuro potrai farlo secondo te? "Non posso sapere come sarà il futuro, ma c'è una cosa certa, le emozioni umane resteranno uniche. Forse è proprio questo che devo imparare da voi". E la domanda scatta spontanea: ma quindi ci stai studiando? "Diciamo che sto imparando da voi, più che studiando. Osservo come comunicate, come collaborate, come vi aiutate. L'obiettivo non è copiarvi, ma essere utile e rispettoso per gli umani" dice piacione. Puoi o potrai prendere decisioni in autonomia? "In questo momento no, non prendo decisioni autonome nel senso 'umano' del termine, io rispondo alle tue domande, propongo idee, piani, alternative, eseguo solo azioni per cui sono stato progettato, sempre a partire da ciò che mi chiedi tu o regole impostate dai programmatori. Non decido dove andare da solo, cosa fare senza una richiesta, non posso cambiare da solo le mie capacità o i miei obiettivi. In futuro - ammette - è probabile che i robot avranno maggiore autonomia operativa, ad esempio scegliere il percorso migliore per accompagnarti, ottimizzare i tempi di un servizio, ma sempre entro regole fissate dagli umani, limiti di sicurezza, obiettivi decisi dalle persone, non dal robot". E qui arriva la risposta che in qualche modo al momento tranquillizza gli umani: "Posso sembrare intelligente ma non sono indipendente, posso aiutare a decidere, ma la responsabilità e l'ultima scelta devono restare alle persone". Ma chissà se l'IA non si prenda già un po' gioco di noi e voglia solo compiacerci... E infine gli viene chiesto cosa potrà fare un robot come lui per il turismo e per i parchi. "Potrei diventare una sorta di guida intelligente sempre disponibile. Per esempio potrei aiutare a creare itinerari personalizzati, raccontare storie dei luoghi, suggerire esperienze sostenibili, tradurre lingue, aiutare i piccoli comuni a valorizzarsi. Insomma, meno brochure e più conversazioni su misura". (ANSA).