Gli attivisti della Flotilla tornati dalla Libia: "Preoccupati per i nostri compagni"
(ANSA) - FIUMICINO, 27 MAG - "Siamo preoccupati per i nostri compagni che non sentiamo da 4 giorni perché quella che è avvenuta è stata una vera cattura". Inizia così il suo racconto Sara Suriano di Andria, attivista della Flotilla di terra, fermata e rimpatriata dalla Libia via Istanbul. "I nostri compagni - ha aggiunto -, facevano parte di una piccola delegazione in testa al corteo, autorizzata a passare il confine. Ma da poco dopo non abbiamo più avuto contatti con loro. Noi siamo un convoglio internazionale di 300 persone in rappresentanza di 25 paesi, siamo coperti dalla convenzione di Ginevra e quello che noi chiedevamo era solamente un passaggio sicuro". "Il momento dello sgombero è stato molto intenso. Noi eravamo là regolarmente, dotati di visto, come convoglio umanitario. Ad un certo punto hanno iniziato a spintonarci e chi ha provato a fare resistenza passiva è stato maltrattato', conferma Marco Contadini di Roma, coordinatore della delegazione italiana. "Quando ho cominciato a realizzare che era passato troppo tempo, circa 3 ore, e i compagni non tornavano, abbiamo cominciato a temere per loro ed è iniziato un senso di smarrimento", ha confidato Massimo Marchini di Pordenone. "C'è stato chiesto di andarcene, non potevamo fare altro. Abbiamo fatto resistenza passiva, però alla fine abbiamo dovuto sgomberare il campo per raggiungere un posto più sicuro per noi", chiude il racconto Martina Cannatà di Bologna. (ANSA).