Golden Gala: Lyles Re a Roma e Jacobs scende sotto i 10''

(ANSA) - ROMA, 04 GIU - Il Re a Roma è americano e si chiama Noah Lyles. L'oro olimpico di Parigi 2024 vince i 100 metri con il tempo di 9.88, lasciando dietro tutti i suoi avversari, Marcell Jacobs compreso. C'è comunque una buona notizia per l'azzurro, che torna a correre sotto i dieci secondi. Il 9.99 registrato all'Olimpico migliora il suo esordio stagionale di qualche settimana fa a Savona, quando corse in 10.01 con vento a favore e per questo a fine gara la soddisfazione è a metà. "La partenza mi è piaciuta - le prime parole dell'olimpionico -. Poi non sono riuscito a prendere ritmo, ma è uno step importante. Ero qui per migliorare tecnicamente e l'ho fatto". Il testa a testa tra ori olimpici, intanto, se lo porta a casa lo statunitense che a Roma torna dopo 7 anni, l'ultima volta era stata nel 2019 quando corse i 200, questa volta invece ha sfidato Jacobs a casa sua, chiudendo la notte del Golden Gala e lasciando a quota tre i successi azzurri della serata. Gli italiani in gara, infatti, sono tantissimi, perché oltre Marcell ce ne sono altri 17 e tra loro anche big come Andy Diaz e Nadia Battocletti. Ai due eroi di Parigi 2024, però, riesce solo in parte quanto fatto vedere ormai 2 anni fa al Saint Denis, quando a distanza di pochi minuti Diaz vinceva il bronzo olimpico alla sua prima gara con la divisa dell'Italia, mentre Battocletti conquistava l'argento nei 10mila. A Roma esulta solo Andy, diventando il primo triplista italiano a vincere per tre volte di fila il Golden Gala. Serata da dimenticare, invece, per la mezzofondista che chiude al 13esimo posto e a 17 secondi dal suo personale con il tempo di 14:40. La delusione è palpabile e le sue lacrime in zona mista lo dimostrano. Nadia, però, non stava bene e si vedeva, l'influenza della passata settimana era smaltita, ma su di lei ha lasciato ancora alcune scorie che aveva denunciato anche alla vigilia del meeting romano. "Mi spiace, è una grande controprestazione ma penso che mi serva da lezione - le sue parole a caldo -. L'ultimo periodo potevo fare di più, ma è anche dalle batoste che si impara. Serve anche questo, mi fa capire che non tutto è dovuto, non basta il sacrificio ma bisogna mettere tutto". Una sconfitta dalla quale imparare secondo l'azzurra perché "mi fa uscire da due anni di super trionfi". Pretende di più da se stessa, come Diaz nonostante il triplista abbia vinto all'esordio stagionale con la misura di 17.59, precedendo i giamaicani Scott e Hibbert. Ma il cubano naturalizzato italiano non si accontenta mai. "Essere il primo italiano a vincere tre volte il Golden Gala non è una statistica che mi annoia, ma non mi basta", dice dopo la sua prima uscita stagionale. Il refrain degli ultimi anni, infatti, è sempre lo stesso: "Volevo il record del mondo e mi dispiace non aver raggiunto l'obiettivo qui a Roma". La stagione, però, è comunque "iniziata bene" e se domani proverà la staffetta durante lo Sprint Festival, la testa poi si sposterà agli Europei, dove crescono anche le ambizioni di Leonardo Fabbri e Matteo Pioli. E se il pesista azzurro prova a scacciare l'amarezza - ancora forte - dei Giochi di Parigi, battendo gli americani Joe Kovacs e Ryan Crouser con un lancio a 22.14, il saltatore con 2.28 supera il messicano Portillo e il giamaicano Beckford, regalando all'Italia una serata da record. Tre successi azzurri in una serata c'erano stati solamente un'altra volta: era a Firenze nel 2023. In quell'occasione vinsero ancora Fabbri e Diaz, ma con l'aggiunta di Iapichino. Stavolta, invece, è toccato a Sioli. (ANSA).