Il Papa,cristiani prendano posizione contro diseguaglianze
(ANSA) - ROMA, 22 NOV - "La pace che Gesù porta è come un fuoco e ci chiede molto. Ci chiede di prendere posizione. Davanti alle ingiustizie, alle diseguaglianze, dove la dignità umana è calpestata, dove ai fragili è tolta la parola: prendere posizione. Sperare è prendere posizione" e "mostrare nei fatti che le cose non devono continuare come prima". Lo dice papa Leone all'udienza generale. Prevost ha portato come modello l'attivista e scrittrice americana "una piccola grande donna, Dorothy Day" che "ha preso posizione" vedendo che "il modello di sviluppo del suo Paese non creava per tutti le stesse opportunità". Dorothy Day, "ha capito che il sogno per troppi era un incubo - ha continuato Leone -, che come cristiana doveva coinvolgersi coi lavoratori, coi migranti, con gli scartati da un'economia che uccide. Scriveva e serviva: è importante unire mente, cuore e mani. Questo è prendere posizione". "Scriveva come giornalista - ha sottolineato anche -, cioè pensava e faceva pensare. Scrivere è importante. E anche leggere, oggi più che mai. E poi - h aaggiunto - Dorothy serviva i pasti, dava i vestiti, si vestiva e mangiava come quelli che serviva: univa mente, cuore e mani. In questo modo sperare è prendere posizione". "Dorothy Day ha coinvolto migliaia di persone - ha ricordato quindi -. Hanno aperto case in tante città, in tanti quartieri: non grandi centri di servizi, ma punti di carità e di giustizia in cui chiamarsi per nome, conoscersi a uno a uno, e trasformare l'indignazione in comunione e in azione. Ecco come sono gli operatori di pace: prendono posizione e ne portano le conseguenze, ma vanno avanti". "Gesù - ha ribadito - è venuto a portare il fuoco", "in un certo modo, Gesù ci toglie la pace, se pensiamo la pace come una calma inerte. Questa, però, non è la vera pace. A volte vorremmo essere 'lasciati in pace': che nessuno ci disturbi, che gli altri non esistano più. Non è la pace di Dio". (ANSA).