Mellone, 'sogno un talent sul made in Italy, su Rai2 sport e factual'
(ANSA) - ROMA, 01 OTT - "Vorrei fare un grande talent senza canto né ballo, ma dedicato al Made in Italy. Secondo me, prima o poi, ce la faremo". Il direttore dell'Intrattenimento Day Time della Rai, Angelo Mellone, parlando a margine del Prix Italia dove ha presentato il canale Italiana, fa un bilancio dei suoi tre anni alla guida della struttura e rivela sogni e idee per il futuro. Non solo il talent sul made in Italy, ma anche una Rai2 che diventi "sempre più la rete dello sport e del factual come genere televisivo per occupare un pezzo di mercato che adesso è appannaggio di altri canali". Mellone si dice "molto soddisfatto" per l'avvio del suo quarto palinsesto. "I programmi di Rai1 sono partiti molto bene, ma anche quelli di Rai2", afferma, citando l'avvio positivo de 'La volta buona' e 'La vita in diretta'. "Anche 'Reazione a catena', che due anni fa era stata criticato, sta chiudendo con ascolti trionfali - aggiunge, riferendosi al game show condotto da Pino Insegno -. Prorogarlo? No, perché ci sono aspetti contrattuali: noi dobbiamo fare un tot di puntate di 'Reazione a catena' e un tot de 'L'eredità'. Ma il fatto che 'Reazione a catena' chiuda all'apice è un fatto positivo. Vuol dire che lasci allo spettatore la curiosità e l'attesa per la stagione successiva". Su Rai3, rete spesso sotto la lente di ingrandimento sul fronte degli ascolti, Mellone sottolinea che la sua direzione cura solo la 'Biblioteca dei sentimenti, 'Tv talk' e 'Il provinciale'. "Quest'ultimo ha fatto degli ascolti, secondo me, straordinari - afferma -. Abbiamo dovuto rompere parecchio le scatole, sicuri che fosse un programma adatto al pubblico di Rai3 e abbiamo scoperto che al pubblico di Rai3 piace". Mellone cita come un suo successo "l'aver stalkerizzato per un anno Gigi Proietti, convincendolo a fare 'Cavalli di battaglia', che è stato forse lo show più bello fatto in Rai negli ultimi 15 anni" e come suo errore l'aver collocato 'Binario 2' nell'autunno 2024 nella mattina di Rai1, creando "un impraticabile paragone con Fiorello, che prima era alla stessa ora, ammazzando in culla un progetto che aveva senso". Sui progetti di Fiorello, bocche cucite. "Lui è sotto il prime time - ricorda -, ma insomma Fiorello è una specie di incursore, un 'pirata'. Tra i pochissimi cui la Rai lascia tutta la libertà di movimento". Il direttore del Day Time torna anche sul lancio del canale Italiana, che da oggi sarà disponibile sul canale 57 del digitale terrestre. "Tanti la considerano il mio giocattolo, ma non lo è - sottolinea -. Quando 7-8 anni fa ci siamo seduti ci siamo detti che il racconto del territorio veniva fatto poco e secondo noi andava fatto in modo diverso. Stiamo chiedendo a tutti i nostri talent e ai produttori si programmi sul territorio di cominciare a pensare insieme dei prodotti nuovi per 'Italiana'. In Rai è ormai diffusa l'opinione secondo cui la nascita delle direzioni di genere sia stato un errore. "A mio giudizio sono troppe - argomenta -. In letteratura di comunicazione i generi sono tre: informazione, divulgazione e intrattenimento. Poi c'è l'audiovisivo. Se noi avessimo una conformazione di questo genere andrebbe bene. Credo che nei prossimi 10 anni le dirette saranno di meno e ci si concentrerà più sugli eventi, che aumenteranno le library. Tornare alle reti darebbe più agio e serenità nel breve periodo, però sposteresti il problema". (ANSA).