Sawe la felicità corre veloce 'la mia vita ora è cambiata'

(ANSA) - ROMA, 27 APR - La felicità corre veloce. Nel giorno in cui Sabastian Sawe riscrive la storia dell'atletica e anche le leggi della fisica, la maratona non ha più limiti: a Londra è andata in scena quella del secolo, in una gara folle che sul podio catapulta tre atleti da record del mondo. E sono addirittura due a scalfire il muro delle due ore: già, perché alle spalle di Sawe, a una manciata di secondi (11), si piazza Yomif Kejelcha. L'etiope con 1h59'41 avrebbe certo scritto la storia, ma il tempo stellare alla sua prima maratona è arrivato nel giorno sbagliato. Le loro due prove, però, in un colpo fanno sì che l'uomo sposti in avanti i suoi orizzonti. Conquistano spazio sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo, dando alla maratona londinese un'aura magica e offrendo la trama a una sceneggiatura inedita: per questo sorride anche il secondo, l'etiope è incredulo quando al traguardo vede il crono senza il 2. E certo racconta tutta la sua felicità Sawe, alla quarta maratona in carriera con altrettante vittorie. Un predestinato. "1h59:30, significa tantissimo per me. È un traguardo enorme. Cambierà la mia carriera e forse la mia vita" le parole di Sawe, l'erede designato di Eliud Kipchoge. L'ex primatista keniano, il cui tempo a Vienna nel 2019 (1:59:40) non fu ratificato da World Athletics, ha sempre sostenuto che Sawe avrebbe battuto il record. E aveva ragione. Il vincitore della maratona di Londra, commosso nel ricordare la nonna scomparsa qualche anno fa, è già pronto alla prossima sfida. "Ho più forza per credere che tutto sia possibile - ha detto al quotidiano spagnolo AS - Sono molto felice, non era facile ma ci sono riuscito". Correre i 42.195 km in meno di due ore veniva considerata impresa impossibile. "Come ci si riesce? Mi sono preparato bene, anche senza sapere che avrei battuto il record". Al traguardo ha pensato alla famiglia ("sono molto orgogliosi di me") e ora finisce negli annali dello sport mondiale: "Cambierà molto la mia carriera e ne sono molto felice". A Valencia, dove aveva vinto una delle sue quattro maratone aveva detto che era stato il giorno più bello della sua vita: "Ne ho vissuto un altro, a Londra è stato il più felice di sempre" dice, e racconta che le gambe andavano senza fatica. "Avrei corso altri 10 km...". Tanti km percorsi, la vita quasi monastica, la colazione a pane e miele, le scarpe che pesano meno di un etto, e un obiettivo sempre davanti: "Correre ancora più veloce". La felicità, per Sawe, è tutta qui. (ANSA).