Tajani, rafforziamo rapporti con Malesia, pronti per export

(ANSA) - ROMA, 02 LUG - "Un primo passo" per rafforzare la cooperazione politica ed economica con la Malesia, uno dei partner più importanti, ma è "possibile fare di più", anche lavorando insieme per la pace e la stabilità: così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha aperto la tavola rotonda per il partenariato economico Italia-Malesia. A margine dell'evento Tajani ha avuto un bilaterale con il premier malese Anwar Ibrahim, con il quale ha discusso anche delle principali crisi internazionali, Iran, Ucraina e dell'assistenza umanitaria a Gaza. Il ministro ha detto che l'Italia lavorerà intensamente con la Malesia a livello economico e politico ma soprattutto per la pace e la stabilità, "perché senza di esse nulla si può ottenere". Tajani ha spiegato che l'Italia è pronta ad esportare prodotti e know how: "Il commercio rappresenta il 40% del nostro Pil e la Malesia è uno dei Paesi più importanti per la nostra strategia di export", ha detto, ribadendo che Italia e Malesia hanno "relazioni molto positive ma è possibile fare di più". E soprattutto, insieme, "dobbiamo fare di tutto per la pace e la stabilità", ha aggiunto, considerato anche che la situazione nel Mar Rosso "è molto pericolosa". La Malesia, ha spiegato Tajani, "è il nostro terzo mercato di sbocco tra i Paesi asiatici e assorbe quasi il 16% del nostro export nell'area". Nel primo trimestre di quest'anno, l'interscambio è ulteriormente cresciuto in modo significativo rispetto all'anno precedente, quando furono superati i 3 miliardi di euro, ha detto. Molti i settori che abbraccia: dagli apparecchi elettronici ai macchinari, dall'agroalimentare ai metalli e alla gomma. Ma ci sono molte altre opportunità, dalla componentistica all'aerospazio, alla navalmeccanica. "Abbiamo imprese come Leonardo e Finmeccanica, realtà all'avanguardia, che possono collaborare e lavorare bene in Malesia", ha detto Tajani, ricordando che la Malesia è sempre stata un partner nell'industria della difesa e della sicurezza. "Le nostre imprese sono pronte ad investire in una collaborazione sempre più stretta", ad esempio nella generazione di energia elettrica, "dove l'Italia ha macchinari di eccellenza" o nella connettività, dove le imprese italiane sono sempre più protagoniste, ha concluso. (ANSA).