Montagna

L'allarme: i ghiacciai trentini hanno perso un terzo della superficie in dodici anni

Nel Parco nazionale dello Stelvio inaugurato il nuovo Centro Glaciologico Careser, un presidio di conoscenza scientifica e divulgazione dedicato ai ghiacciai, realizzato a 2.600 metri di altitudine attraverso la collaborazione tra Sat, Provincia autonoma di Trento e Gruppo Dolomiti Energia

PODCAST La montagna ferita. Vita e morte di un ghiacciaio 
 

CEVEDALE. La fotografia scattata dalla Commissione Glaciologica della SAT è impietosa: dal 2011 al 2023 i ghiacciai della provincia di Trento hanno perso circa un terzo della loro superficie. Se nel 2011 occupavano circa 30 chilometri quadrati, oggi si estendono per poco più di 20 chilometri quadrati, un dato che testimonia l'accelerazione degli effetti del cambiamento climatico alle alte quote.

La maggior parte dei ghiacciai trentini, sia per numero che per estensione, è concentrata nei gruppi montuosi dell'Adamello-Presanella e dell'Ortles Cevedale, proprio dove sorge il nuovo Centro Glaciologico Careser. Questi giganti di ghiaccio, che per millenni hanno plasmato il paesaggio alpino, stanno subendo trasformazioni rapide e visibili, diventando testimoni diretti di un cambiamento che richiede attenzione e consapevolezza.

Il Centro, inaugurato a 2.600 metri di altitudine nel Parco nazionale dello Stelvio, si presenta come un osservatorio privilegiato per comprendere questi fenomeni. Attraverso modelli in legno, immagini storiche e pannelli esplicativi, i visitatori possono seguire l'evoluzione dei ghiacciai e leggere le tracce che le masse glaciali hanno lasciato sul territorio circostante.

 

La scelta della location non è casuale: sorge nei pressi della diga del Careser, un luogo che racconta anche la storia dello sfruttamento idroelettrico del territorio alpino. Qui l'acqua si rivela in tutta la sua duplice natura di risorsa naturale ed energetica, mentre i confronti fotografici documentano decenni di trasformazioni ambientali.

Il messaggio che emerge è chiaro: i ghiacciai non sono semplici attrazioni turistiche, ma sentinelle del clima che ci invitano a riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente. La loro riduzione rappresenta una perdita non solo paesaggistica, ma anche ecologica ed economica per un territorio che ha fatto della montagna e delle sue risorse idriche un pilastro del proprio sviluppo.

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