Scenari

"Bondone, più ricettività senza edificare"

L'assessore Pedrotti e le sfide della montagna di Trento. La funivia e l’ipotesi di fermata a Candriai: «La Provincia sta valutando per i tempi di percorrenza, noi d’accordo». Il nodo dei bus: «Servono più collegamenti con la città»

di Nicola Maschio

MONTE BONDONE. Il monte Bondone è in trasformazione. L'impianto funiviario è un passo concreto verso questa direzione, ma non l'unico passaggio importante per la montagna della città che, nella visione dell'assessore comunale Alberto Pedrotti, necessita (e necessiterà) ancora di molta attenzione.

Assessore Pedrotti, partiamo dalla funivia: a che punto siamo e quali sono le prospettive?
«Da pochi giorni è uscito il bando per la progettazione della prima parte e nel mese di febbraio vedremo chi si aggiudicherà questo passaggio cruciale. L'opera è provinciale, ma il ruolo del Comune è fondamentale e cioè di accompagnamento. In particolare, stiamo lavorando sulla realizzazione di un progetto di mobilità dedicato alle località che saranno interessate dall'intervento».

Può spiegarci i dettagli?
«La funivia aprirà un collegamento che ad oggi non c'è, questo è evidente. E sarà a servizio di tutti i cittadini, non solo di sciatori e turisti. Dovremo ragionare allora su una nuova politica del parcheggio in quota, garantendo quest'ultimo a residenti, titolari di attività e clienti delle strutture ricettive. In sintesi, va ridotto il traffico. Il senso è che, con un investimento del genere, la funivia dovrà diventare il mezzo di collegamento principale da e verso la città».

Quindi cosa cambierà per la montagna?
«Lavoreremo al nuovo Prg per rivedere l'assetto urbanistico, ma a consumo di suolo zero, senza nuove edificazioni. Serve riorganizzare, riqualificare l'esistente, lavorare sul patrimonio immobiliare già presente e migliorare la ricettività. Basti pensare che il 25% dei posti letto del comune di Trento si trovano in Bondone. Entro la fine dell'anno l'obiettivo è avere un quadro completo di come si evolverà lo scenario, in sinergia con l'Osservatorio del monte Bondone».

C'è inoltre il tema della fermata di Candriai...
«Sicuramente si tratta di una novità rispetto alla proposta iniziale. Ma se la Provincia ritesse l'intervento possibile e sostenibile, valutando costi e tempi di percorrenza, credo si tratterebbe di un intervento positivo. Si andrebbe infatti a coprire l'intero versante della montagna».

Cambiamo argomento: come valuta i lavori alla "curva del palloncino rosso"?
«Bene, ma Vigolo Baselga avrebbe bisogno di tutt'altro intervento. Per esempio, la realizzazione di una galleria per la gestione del traffico. E noi saremmo disponibili a richiederla. Poi c'è il tema di un maggiore trasporto pubblico verso la città, un'altra necessità evidente».

Altro tema, il centro sportivo Trilacum: sarà l'anno di una svolta definitiva?
«Sto cercando di ricostruire i rapporti con l'Asuc locale. È ora di mettere da parte gli anni di incomprensioni e far rinascere quel centro sportivo. Stiamo per questo cercando di portare avanti un accordo, valutando anche la possibilità che il Comune acquisisca delle superfici, in accordo proprio con l'Asuc».

Guardando invece a Sardagna, anche in questo caso sarà un anno di novità. Il rilancio dell'ex Panorama, in primis, ma anche l'avvio dei lavori per lo 0-6: soddisfatto?
«Sul Panorama, quello della foresteria per le forze dell'ordine è un utilizzo sensato e positivo, anche se ritengo necessario un intervento sull'esterno della struttura. In merito allo 0-6, si tratta di un passaggio che il Comune voleva fortemente da anni. La riqualificazione dell'edificio scolastico e la spesa di oltre un milione di euro rappresentano un investimento concreto sulla comunità locale».

Infine, c'è qualcosa che davvero manca al monte Bondone?
«In realtà è viceversa: il Bondone ha troppo. Serve "riordinarlo", attraendo investimenti privati in grado di alzare il livello della qualità dell'offerta. Ma devo dire che ad oggi sul Bondone c'è un progetto concreto. Un percorso che sarà lungo, ma che è partito nel modo giusto».

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