Sanità

Marega, ortopedici da tre generazioni: specializzati in protesi d’anca e ginocchio, operano al San Camillo

Dopo nonno Tarcisio e il papà Luca nell'equipe anche Carlo e Filippo. Nei giorni scorsi il "team Marega" si è presentato al medici di medicina generale trentini per far conoscere le "new entry" e soprattutto le prospettive future della protesica

di Patrizia Todesco

TRENTO. Ortopedici da tre generazioni. Prima il nonno, Tarcisio Marega. Poi il figlio, Luca Marega, tutt'ora punto di riferimento anche in Trentino per la chirurgia protesica all'ospedale San Camillo. Ora anche la terza generazione è pronta a raccogliere il testimone. Si tratta dei figli di Luca Marega, Carlo, già specialista e il fratello Filippo, che sta per concludere la specializzazione all'Università di Verona.

Nei giorni scorsi il "team Marega" si è presentato al medici di medicina generale trentini per far conoscere le "new entry" e soprattutto le prospettive future della protesica.

«Ho trascorso tre mesi di fellowship presso l'Hospital for Special Surgery di New York, uno dei centri ortopedici più prestigiosi al mondo, dove ho potuto osservare e imparare l'utilizzo della chirurgia robotica e comprenderne i vantaggi e le potenzialità future nella chirurgia protesica di anca e di ginocchio. Successivamente, ho trascorso tre mesi presso l'Helios Endoclinic di Amburgo, un centro di riferimento europeo per le revisioni complesse di anca e ginocchio e il trattamento delle infezioni. Qui ho potuto approfondire tecniche avanzate e specializzarmi ulteriormente in queste procedure, cruciali per dare una seconda possibilità a chi ha già subito interventi falliti o complicati», spiega Carlo Marega.

Poi aggiunge: «Ho capito quanto questa professione mi piacesse e potesse diventare la mia vita nel gennaio scorso, quando ho iniziato a lavorare a tempo pieno al fianco di mio padre. Quando ho scelto la specialità, sapevo già di volere una disciplina chirurgica, affine alle mie attitudini e alle mie propensioni, ma è stato solo vivendo ogni giorno in sala operatoria con mio padre che ho compreso la vera portata e la bellezza di questo lavoro. La possibilità di avere un mentore esperto sia nella chirurgia sia nella didattica, qualità che non sempre vanno di pari passo, è un dono raro. Ho imparato che la chirurgia ortopedica, quando è ben fatta e con le giuste indicazioni, può restituire ai pazienti la libertà e la gioia di camminare senza dolore. I sorrisi e le parole di gratitudine dei pazienti, quando tornano alle visite di controllo e camminano senza stampelle, sono la più grande ricompensa».

Filippo, il più giovane della squadra, è appena rientrato da un periodo di formazione all'Hospital for Special Surgery di New York. Il prossimo anno terminerà il corso di specializzazione e potrà entrare a pieno titolo a far parte del gruppo.

Tutto, come detto, era partito dal professor Tarcisio Marega. Nato a Gorizia nel 1915, il professor Tarcisio Marega si era laureato in medicina a Bologna nel 1941. Il suo primo incarico ortopedico lo aveva portato all'ospedale Codivilla di Cortina d'Ampezzo sotto la guida del professor Vacchelli, per poi trasferirsi nel 1942 a Bologna, presso il centro ortopedico e mutilati Vittorio Putti, dove ha lavorato fino al 1947 con il professor Oscar Scaglietti.

Durante la guerra partigiana, dal 1943 al 1945, ha interrotto l'attività ospedaliera per partecipare alla Resistenza. Nel 1947 ha seguito il professor Scaglietti all'Istituto Ortopedico Toscano a Firenze, rimanendovi fino al 1950. In quell'anno ha assunto la direzione dell'ospedale della Croce Rossa Italiana di Malcesine sul lago di Garda.

«Sotto la sua guida, l'ospedale è cresciuto fino a ospitare oltre 400 pazienti», ricorda il figlio Luca. Nel 1959 Tarcisio Marega ha conseguito la docenza in chirurgia ortopedica e si è distinto come pioniere in Italia per interventi innovativi: dalle ernie del disco all'allungamento degli arti, dalle artrodesi vertebrali anteriori agli interventi più complessi.

Dopo il pensionamento, ha continuato a operare presso ospedali privati convenzionati a Trento, Peschiera, Verona e Brescia, fino al ritiro definitivo dall'attività nel 1995. La sua eredità l'ha raccolta il figlio Luca Marega, conosciuto in Trentino per la sua attività al S. Camillo. «In 40 anni di attività ho eseguito più di 12.000 interventi di protesi d'anca e ginocchio tra primi impianti e revisioni. Negli ultimi vent'anni, ho anche portato la mia esperienza oltre i confini italiani, insegnando a chirurghi in molte altre nazioni e ricevendo regolarmente medici stranieri».

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