Consumi: meno cibo ma più tv e smartphone
Una spesa imprevista mette in difficoltà i 2/3 degli italiani, il 21% delle famiglie ammette di avere problemi nel far quadrare i conti a fine mese, mentre per l'11% è alto il rischio di non riuscire a pagare le rate del mutuo o l'affitto. Il carrello alimentare quindi si impoverisce, si risparmia su cibo e abbigliamento, si rimanda l'acquisto di nuovi mobili ed elettrodomestici. L'unica voce in crescita sia l'elettronica, con in testa televisori a schermo piatto e smartphone. E' questa la fotografia dell'economia delle famiglie italiane scattata dalla Coop, nel Rapporto Consumi e Distribuzione 2010, elaborato con la collaborazione dell'istituto di ricerche Nielsen
MILANO - Secondo il rapporto, una spesaimprevista di 1.000 euro attualmente "mette in difficoltà idue terzi degli italiani e il 21% (a fronte di una media Ue chenon supera il 12%) ammette di avere più difficoltà a sostenerespese necessarie come la cura dei propri bambini". I consumi alimentari sono l'epicentro della più complessivacrisi dei consumi come mai è successo negli ultimi trent'anni,afferma la ricerca dell'Ufficio studi di Ancc-Coop (Associazionenazionale cooperative di consumatori) con la collaborazionescientifica di Ref (Ricerche per l'Economia e la Finanza) econtributi originali di Nielsen. Un dato confermato dall'andamento ancora critico dellevendite della grande distribuzione, con le famiglie cherisparmiano anche sulla quantità, come dimostrato dal calodelle vendite di prodotti di base come la pasta (-2,8% nel primosemestre) e l'olio (-1,7% per quello d'oliva, -5% per quello disemi). In controtendenza l'elettronica di consumo, i cui consumisalgono del 2,10%, con un boom del 4,6% per le televisioni e glischermi piatti e del 3,3% per i telefoni palmari.
La ripresa dei consumi tarda adarrivare: nel primo semestre dell'anno in Italia si èregistrato un aumento delle vendite al dettaglio dello 0,3%rispetto allo stesso periodo del 2009 (quando erano crollatedell'1,6%), con uno speculare calo dello 0,3% per la sola grandedistribuzione, appesantita dallo scivolone dei consumialimentari (-1,1%). Le previsioni per ilfuturo non sono particolarmente rosee: i consumi delle famiglienell'intero 2010 dovrebbero confermare il limitato rialzo dello0,3% del primo semestre, a fronte di un aumento del Pil annuoatteso all'1,2%. Nel 2011 la crescita dei consumi dovrebbeessere dello 0,6%, contro un Pil in aumento dello 0,6%. "E bisogna fare attenzione all'inflazione: la tensione sullematerie prime - afferma Vincenzo Tassinari, presidente delconsiglio di gestione di Coop Italia alla presentazione a Milanodel rapporto annuale - in parte riconducibile a fattorioggettivi di calo della produzione come incendi in Russia ealluvioni in Pakistan, India e Cina, rischia di attivare unaspinta speculativa che potrebbe portare i prezzi delle materieprime alimentari sui livelli massimi del 2008", cioè a unacrescita complessiva del 5% rispetto agli attuali.
(ANSA)