Ponte Arche: lascia case, soldi e terreni al paese

La comunità è sempre stata in cima ai suoi pensieri, anche da viva. E lo è stata nel momento dell'addio. Raffaella Rigotti, di Ponte Arche, scomparsa lo scorso 21 ottobre, ha lasciato una ricca donazione. Al Comune di Comano Terme, innanzitutto: la casa paterna, sei appartamenti per famiglie bisognose e un terreno fabbricabile per un asilo nido. E molto altro ancora. Unica richiesta: una targa sulla casa natia in ricordo suo e delle sorelle.

di Denise Rocca

Impegnati nelle incombenze quotidiane, travolti dalle preoccupazioni di un contesto storico ansiogeno, un gesto di grande generosità verso gli altri giunge inaspettato, ancor più se depositaria ne è un'istituzione pubblica, simbolo tangibile di quella politica arrivata, meritatamente, ai minimi storici di popolarità e fiducia. Così le ultime volontà di  Raffaella Rigotti (in Cazzolli) , di Ponte Arche, scomparsa lo scorso 21 ottobre, che includono un cospicuo lascito al Comune di Comano Terme sono un gesto di spiazzante fiducia nelle istituzioni oltre che di grande generosità verso una comunità della quale Raffaella si sentiva orgogliosamente parte. La signora ha lasciato al Comune la casa paterna, uno stabile con cinque appartamenti e un sesto da sistemare a Ponte Arche, situato alle spalle dell'ex distributore Ip, da riservare alle famiglie bisognose, e un terreno fabbricabile da destinarsi alla costruzione di un asilo nido, lei che figli non ne aveva ma sempre aveva avuto un'estrema attenzione per la comunità.
Il testamento è datato maggio 2011, nel frattempo l'asilo nido a Comano Terme è arrivato ma il desiderio della signora verrà esaudito: «Si troverà la formula giusta perchè il lascito trovi il suo compimento seguendo le volontà di Raffaella – spiega il sindaco di Comano Terme  Livio Caldera  – Valuteremo le diverse opzioni permesse dalla legge una volta convalidata l'accettazione del lascito». Convalida che sarà proposta nel prossimo consiglio comunale. Raffaella Rigotti ha donato anche una parte del frutto del suo lavoro alla parrocchia di Ponte Arche e i dettagli del lascito sono stati resi noti nella tarda serata di ieri al Consiglio Affari Economici e al comitato pastorale, lei che della chiesa di Ponte Arche era stata la prima battezzata. Unica richiesta della signora l'apposizione di una targa sulla casa natia in ricordo suo e delle sorelle Liliana e Bruna, scomparse la prima appena quindicenne e la seconda qualche anno fa.
Davanti ad un gesto più unico che raro è facile trovare parole positive per una persona, ma nel caso di Raffaella Rigotti non sono parole di circostanza. «Una vera signora – racconta  Micaela Bailo , come conoscente stretta più che come assessore comunale - molto sensibile soprattutto alla propria comunità e in particolare a Ponte Arche. Ricordo che si commosse quando passò il referendum per l'unione dei comuni». Proprio per il referendum Raffaella fu uno dei testimonial per il «sì» comparsi su uno dei volantini fatti, lei che era nata nella parte lomasina di Ponte Arche e in quella bleggiana si era trasferita dopo il matrimonio. Una pontearchese doc, fra i pochi della sua generazione nati nella giovane località giudicariese, imparò il mestiere di magliaia dalla madre Rosa e fu una dei pionieri del commercio di Ponte Arche quando con il marito Renzo rilevò il negozio di alimentari e tabacchi in piazza mercato. Grande lettrice, era lei ad occuparsi della selezione di libri per i suoi clienti. Una vita di lavoro, nella quale si dedicò molto anche alla chiesa ed è fra i fondatori che 32 anni fa crearono il gruppo «Anni d'Argento».

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