Il lutto

Ledro piange Virginia, aveva solo 16 anni

La malattia con cui conviveva con coraggio, se l’è portata via strappandola all’amore di mamma Sabrina e papà Alessandro. Studentessa di chimica e biotecnologie ad Arco, era anche una ginnasta appassionata

di Elena Piva

LEDRO. Ornella Vanoni ripeteva sempre che le persone, quando ci lasciano, diventano emozioni. Virginia Greco, per chi ha avuto l'immensa fortuna di conoscerla, è stata, è e sarà sempre l'unione di euforia, desiderio e determinazione. Ieri, circondata dall'amore della sua famiglia, tra le braccia di mamma Sabrina e papà Alessandro, ha salutato i suoi cari a soli 16 anni. Mentre il cielo dell'adorata valle di Ledro cercava di proteggerci con la sua coltre bianca, prendeva con sé la stella più calda e luminosa con cui rischiarare le ombre buie e dolorose della perdita.

Eppure, quel terribile male che negli ultimi anni aveva cambiato la quotidianità di Virginia, non è mai stato in grado di cancellare la vitalità con cui ha saputo e voluto assorbire il mondo. Quei grandi occhi color cioccolato fondente, che sbucavano dalla frangetta sbarazzina dell'infanzia, erano calamita di esperienze e di senso profondo della vita, spingendola a scoprire ciò che l'aspettava oltre la sua Biacesa. Un'energia pura e per sua definizione inconfondibile, sin dai suoi primi passi. Cosa dico, sin dal passeggino. Perciò, più di una volta è stata costretta a sentire la mia voce dirle: «Virgi, se non ci fossi dovrebbero proprio inventarti!». Tempra e caparbietà ne hanno contrassegnato anche il percorso sportivo nelle specialità della ginnastica ritmica. Volteggiare ed esibirsi, soprattutto con cerchio e palla, era per lei gioia e costante voglia di migliorarsi. Le era sufficiente quella sensazione per affrontare con una grinta encomiabile le difficoltà lungo il cammino. «La vita non è semplice - aveva scritto sui social - ma quando ami uno sport, quest'ultimo ti aiuta a vivere».

Studentessa delle superiori, Virginia frequentava l'istituto «Gardascuola» nella città di Arco ed era iscritta all'indirizzo tecnico di chimica, materiali e biotecnologie. Le origini laziali del padre avevano accresciuto in lei l'amore per il viaggio, accanto al fascino del mare. Viaggiare era diventata una passione, specialmente se le avventure la vedevano in compagnia dei cugini: tantissimi i sorrisi sprigionati e condivisi. Anche restare a casa per coccolare i gattini di famiglia che ne hanno accompagnato la crescita. Spigliata ed esuberante prima, sensibile e coraggiosa poi. La corazza che ha indossato non ha mai celato, alle anime affini, l'universo che con cura custodiva. Mai ha scelto la resa, nonostante i momenti più delicati. A spiccare era la forza d'animo attraverso la quale Virginia guardava lontano e dava coraggio alle persone che amava.

La grinta le aveva fatto conoscere le attività promosse dalla "Fondazione Dynamo Camp ETS", che consente a bambini e ragazzi affetti da gravi patologie di socializzare ed avere giornate di svago, tra sport e iniziative, garantendo una terapia ricreativa parallela all'assistenza sanitaria. Lì, aveva potuto incontrare altri coetanei che, come lei, sono stati costretti dalla vita a conoscere prematuramente il significato della parola "sacrificio".

Una comunità attonita e frastornata per una notizia che mai si vorrebbe ricevere, potrà salutare per l'ultima volta Virginia domani 26 novembre alle 14.30 in chiesa a Biacesa.

Ti chiamavo"piccola Virgi" da quando, nanetta, sventolavi le tue manine a mo' di ventagli, pur di non smettere di salutarmi. In realtà, Virgi mia, quel "piccola" era uno scherzo anagrafico, un errore del destino: sei sempre stata più grande di ciò che chiamiamo "vita".

È stata quest'ultima a permettermi di osservare la bimba che eri farsi adolescente. Bastava scambiarci qualche scatto dei nostri gatti per non pensare agli ostacoli.

Stringerò al cuore le chiacchierate nei rispettivi giardini, quel sorrisone che ti spuntava nel punzecchiare mamma Sabri e papà Ale, le imitazioni, i "cuoricini"di vicinanza. Sempre al tuo fianco, fin lassù, con gratitudine e infinito affetto. Tua Ele.

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