Val di Fassa, casa distrutta dopo l’asta: danni per 120mila euro
A processo sono finiti in quattro - madre, padre e le loro due figlie - con l'accusa di danneggiamento aggravato in concorso materiale e morale, e di furto. La famiglia, che viveva in quell'immobile da 25 anni, ha sempre respinto le accuse, decidendo tuttavia di risarcire in parte il danno con 30mila euro
VAL DI FASSA. L'appartamento, in un contesto signorile in val di Fassa, era stato pignorato e, dopo la valutazione del perito del tribunale, andato all'asta. La persona che se l'è aggiudicato, nel maggio 2021, ha però avuto un'amara sorpresa quando ha aperto la porta della sua nuova casa: mancavano circa 50 metri quadri parquet in legno con relativo battiscopa e pure il wc ed il bidè, sostituiti da pavimentazione e da sanitari di minor valore.
Come una successiva perizia ha appurato, numerosi erano i danni all'interno dell'immobile tra davanzali e serramenti rovinati, porte tagliate, falsi telai rimossi. E ancora: una finestra velux sigillata con il silicone, fili elettrici strappati sotto le placche dell'interruttore, danni all'impianto idraulico e pure alla stufa a olle.
Per riportare l'appartamento alle condizioni descritte nella perizia per l'asta ci sarebbero voluti 120mila euro. Il proprietario, aggiudicatario dell'immobile, ha dunque fatto causa alla famiglia che viveva nei locali pignorati e, assistito dall'avvocato Nicola Zilio, si è costituito parte civile chiedendo i danni. A processo sono finiti in quattro - madre, padre e le loro due figlie - con l'accusa di danneggiamento aggravato in concorso materiale e morale, e di furto.
La famiglia, che viveva in quell'immobile da 25 anni, ha sempre respinto le accuse, decidendo tuttavia di risarcire in parte il danno con 30mila euro: il proprietario, che ha accettato, ha rimesso la querela ed è uscito dal processo. Il giudice Massimo Rigon ha assolto le figlie (difese dagli avvocati Claudio Tasin, e Paolo Demattè con Gloria Mattiello) e la madre (difesa dall'avvocata Loretta De Luca) per non aver commesso il fatto.
Il padre (assistito dall'avvocato Luca Talmon) avrebbe dovuto definire la sua posizione con un patteggiamento, ma il giudice ha rilevato un errore nella quantificazione del calcolo della pena. Il patteggiamento verrà ridiscusso davanti ad un altro giudice.