Le lacrime degli studenti per il prof morto in montagna: «Aveva uno sguardo per tutti»
Commozione all’Istituto La Rosa Bianca di Cavalese per il ricordo di Antonio Toscani, scomparso a 32 anni sulle Pope. Lettere, lacrime e l’abbraccio di ragazzi, colleghi e della compagna nel giorno della commemorazione
CAVALESE - «Ci ha insegnato a essere umani». Il saluto degli studenti al professor Antonio Toscani. Lacrime, ricordi e parole cariche di affetto hanno riempito la sala dell’Istituto La Rosa Bianca durante la commemorazione dedicata ad Antonio Toscani, il docente di educazione fisica scomparso sabato scorso all’età di 32 anni in un incidente in montagna sul massiccio delle Pope, in val di Fassa.
Studenti e colleghi si sono ritrovati per ricordare un insegnante che in pochi anni era riuscito a lasciare un segno profondo nella comunità scolastica. Ad aprire l’incontro è stato il dirigente scolastico Marco Felicetti, che ha rivolto un pensiero al giovane professore e al vuoto lasciato dalla sua scomparsa. Per tutta la durata della commemorazione è stato inoltre messo a disposizione un libro sul quale studenti e insegnanti hanno potuto lasciare un messaggio o un ricordo da consegnare alla famiglia. Sono stati soprattutto i ragazzi a dare voce al dolore di questi giorni.
«Caro prof, hai lasciato un segno indelebile per tutti noi. Ti accorgevi prima di tutti gli altri, ti preoccupavi, avevi sempre uno sguardo per ciascuno di noi. L’ultimo giorno che ti abbiamo visto ci hai detto di non vergognarci mai di ciò che siamo. Grazie prof, ci hai insegnato a essere umani». Così gli studenti della seconda scienze umane hanno ricordato il loro insegnante. Particolarmente toccante anche l’intervento dei ragazzi della quarta Csu, che nei giorni scorsi hanno affrontato quasi 1.200 chilometri tra andata e ritorno per partecipare ai funerali di Toscani a Giulianova.
Gli studenti hanno riletto la lettera portata in Abruzzo, ricordando episodi della quotidianità scolastica e il modo con cui il professore riusciva a trasformare ogni lezione in qualcosa di più di una semplice ora di educazione fisica. «Con lei anche il test di Cooper di dodici minuti era più divertente. Per lei contava l’impegno, non il risultato» hanno detto i ragazzi, sottolineando come il docente avesse saputo trasmettere valori che andavano ben oltre lo sport.
A nome dei colleghi è intervenuto il professor Leonardo Gaggiano. «Una persona continua a vivere nel ricordo di chi resta, anche se si fa fatica ad accettarlo. Antonio aveva questa capacità di entrare in relazione con tutti e soprattutto con gli studenti. Grazie per il tratto di strada condiviso».