In Rendena bus «invasi» e i lavoratori appiedati
Solo a Campiglio, 14mila ospiti, 12mila sulle piste: come ogni anno registrare ancora criticità. Sospesa la fermata Grosté. Gli stagionali: «Bene il salto, ma ci vuole una corsa bis la sera»
CAMPIGLIO. Ci risiamo? Pare di sì. Oro e lustrini per il primo fine settimana dell'inverno campigliano. Già il profumo del successo lo si avvertiva venerdì fra pomeriggio e sera, con la colonna continua di automobili che come formichine salivano lungo le statali giudicariesi. E le previsioni si sono puntualmente avverate. Operatori e promotori turistici hanno fornito i dati esaltanti del primo giorno: 14mila ospiti a Madonna di Campiglio, 12mila dei quali sulle piste. E chi si prende cura di tutta questa gente? Dipendenti delle funivie, commessi e commesse dei negozi, cameriere e camerieri di ristoranti e bar, portieri d'albergo...
Insomma, una pletora di persone che nella migliore delle ipotesi hanno un letto nella "perla" (migliore se il letto è gratis, peggiore se è a pagamento). Ma può accadere, e accade che alla sera molti se ne debbano tornare in fondovalle, nelle loro case. E qui cominciano i guai.Sabato sera, ore 20, 15. Il telefono suona. All'altro capo della linea una voce agitata. «Siamo riuscite a conquistare un posto sul pullman di linea a suon di spintoni. Siamo in piedi, stretti come le sardine. Il pullman della corsa precedente ha lasciato a piedi parecchia gente, perché è arrivato un mucchio di giovani, che hanno di fatto conquistato il pullman».Sono passati dieci mesi da quel weekend della fine di febbraio, quando era scoppiato il putiferio. Allora si diede voce alle testimonianze accorate dei "superstiti". Come il racconto della mamma con il magone che si lamentava: «Mia figlia minorenne è stata lasciata a piedi dal pullman della Trentino Trasporti. E come lei, altri minorenni, che ci telefonano spaventati, e noi genitori dobbiamo andarli a recuperare fino a Madonna di Campiglio, non esattamente dietro l'angolo».
Era l'ora degli après ski. Dopo la burrasca che aveva investito il Super G della piana di Nambino a causa delle contestazioni dei condomini infuriati per la musica troppo alta e le compagnie chiassose, toccò all'après ski Lab a Fortini. Da qui arrivavano all'ora della corsa dei pullman per il fondovalle, gruppi di giovanotti, non sempre (per usare un eufemismo) in condizioni decorose. Risultato: il pullman era strapieno e partiva lasciando a piedi coloro che non avevano l'energia per competere nella ricerca di un posto.
Nel bel mezzo della polemica ci si misero pure due turisti svedesi che scazzottarono un autista. A quel punto gli autisti di turno sulla corsa delle 19.52 da Campo Carlomagno si davano malati o cercavano di farsi mettere il giorno di riposo nelle sere del fine settimana.In una situazione simile Trentino Trasporti si vide costretta a correre ai ripari. In realtà aveva due ipotesi di lavoro: o istituire corse bis o (a mali estremi, estremi rimedi) abolire la fermata del Grosté, dove arrivavano i reduci dall'après ski. Optò per la seconda ipotesi. E così l'esperienza si ripete. «Dalle ore 17.30 a fine servizio di ogni giorno, a partire da sabato 29 novembre 2025 e fino al 30 aprile, salvo proroghe, la fermata "Grostè" a Madonna di Campiglio, solo in direzione Pinzolo-Tione, è temporaneamente sospesa».«Bene il salto della fermata - asseriscono i lavoratori stagionali - tuttavia noi insistiamo nella richiesta di una corsa bis alla sera. Altrimenti ci aspetta un inverno più duro di quanto lo sia già».