Rubano un’auto e vengono fermati dopo un’ora: due giovani arrestati in Val Rendena
Intervento nella notte dei militari tra Carisolo, Tione e Ponte Arche dopo la segnalazione al 112. Recuperata la vettura sottratta e sequestrati merce rubata, un coltello multiuso e un martelletto frangi vetro
CARISOLO. Due giovani senza fissa dimora, ma frequentatori abituali della Val Rendena, sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di Carisolo con l'accusa di furto aggravato di autovettura, resistenza a pubblico ufficiale e possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere. L'operazione è stata condotta con il supporto dei militari delle stazioni di Tione e Ponte Arche nell'ambito dei controlli straordinari predisposti dalla Compagnia di Riva del Garda contro i reati predatori che tendono ad aumentare durante il periodo estivo. L'intervento è scattato nella notte dopo una segnalazione giunta al Numero unico di emergenza 112 per il furto di un'autovettura parcheggiata. La Centrale operativa della Compagnia di Riva del Garda ha immediatamente allertato le pattuglie presenti sul territorio. Dopo circa un'ora di ricerche il veicolo è stato individuato nel comune di Pinzolo dai carabinieri della stazione di Carisolo. I militari sono riusciti a bloccare l'auto e a fermare i due occupanti al termine di una breve colluttazione. Durante le procedure successive all'arresto, uno dei due giovani avrebbe rivolto minacce e offese sia ai carabinieri sia al personale sanitario intervenuto sul posto. Per questo motivo nei suoi confronti è stata contestata anche l'ipotesi di reato di resistenza a pubblico ufficiale. Le perquisizioni hanno inoltre permesso di recuperare merce risultata rubata il giorno precedente in un supermercato della zona. I carabinieri hanno sequestrato anche un coltello multiuso e un martelletto frangi vetro, strumento spesso utilizzato per infrangere i finestrini delle auto. L'autovettura è stata restituita al proprietario, mentre refurtiva e oggetti sequestrati sono stati affidati all'ufficio corpi di reato del Tribunale di Trento. I due arrestati, per i quali vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, sono stati condannati con rito direttissimo a un anno e sei mesi di reclusione e al pagamento di una multa complessiva di 2.000 euro.