Il caso

Sistema antincendio carente e vacanza rovinata: hotel in Val di Non evacuato

Disavventura per gli ospiti di una struttura alberghiera di Bresimo che a Ferragosto sono stati evacuati dalla struttura a causa di impianti e rilevatori vetusti o disattivati. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri per mediare le tensioni con i clienti. I Vigili del Fuoco volontari hanno monitorato lo sgombero

di Leonardo Pontalti

BRESIMO. Almeno il Ferragosto, se lo sono goduto serenamente. Perché per gli ospiti di un hotel di Bresimo, in Val di Non, i giorni seguenti non sono stati troppo tranquilli, fino al trasferimento in altre strutture della zona o al rientro anticipato a casa dopo aver concordato un rimborso. L’albergo nel quale soggiornavano, infatti, è attualmente chiuso: all’inizio della settimana le autorità hanno disposto la sua evacuazione e sospeso l’agibilità dopo che sono emerse pesanti lacune dal punto di vista del rispetto delle normative di sicurezza, in particolare per quel che riguarda i sistemi antincendio.


Tutto era partito proprio nella serata del 15 agosto: poco dopo le 20, a seguito di una segnalazione giunta poco prima al 112 da parte di alcuni degli ospiti che avevano chiamato riferendo di aver avvertito odori sospetti - di fumo o di carburante - i vigili del fuoco volontari avevano effettuato un sopralluogo. Il corpo di Bresimo era intervenuto con il supporto di quello di Rumo effettuando rilevazioni con l’esplosimetro e - quel che più è importante - rendendosi conto che qualcosa non andava come avrebbe dovuto, nel sistema antincendio.


La segnalazione è arrivata al corpo permanente e al Servizio antincendi, competenti in materia e a seguito di ulteriori sopralluoghi era emersa la vetustà di impianto e rilevatori, che erano addirittura in parte disattivati.

Una situazione a fronte della quale è emersa la non conformità della situazione della struttura, di cui è stata dunque disposta l’evacuazione. Il provvedimento ha tuttavia - com’è comprensibile - innescato frizioni con alcuni degli ospiti, ritrovatisi di colpo con le vacanze da riprogrammare e la serenità di un soggiorno in montagna turbata dalla necessità di spostarsi altrove o rientrare anzitempo.


Tensioni che ad un certo punto, all’inizio della settimana, hanno reso necessario anche l’intervento dei carabinieri della compagnia di Cles per evitare che la situazione degenerasse. Non solo: per favorire il buon esito di trattative (per chi ha preteso il rimborso) e operazioni di trasferimento in altre strutture senza imporre agli incolpevoli clienti tempi troppo stretti, è stato anche attivato un presidio da parte dei vigili del fuoco volontari che hanno monitorato la struttura fino al suo completo sgombero, fungendo in pratica da sistema di sicurezza anti-incendio umano in assenza di quello strutturale dell’edificio: le operazioni si sono concluse definitivamente mercoledì - dopo circa 48 ore dalla firma del provvedimento - quando la struttura vuota è stata chiusa.

Spetterà ora alla proprietà, una catena emiliana di alberghi e strutture ricettive, attivarsi per arrivare alla messa a norma di impianti e locali, per poi poter procedere con le domande volte a ottenere la riapertura dell’hotel.

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