Giustizia

Picchiato da due ragazze, chiede i danni: aggredito alla festa di paese ha riportato lesioni permanenti

Il quarantenne vittima dei calci e dei pugni ha presentato una richiesta di risarcimento pari ad alcune centinaia di migliaia di euro. Una cifra che è inferiore al mezzo milione, calcolata in base alle Tabelle di Milano, ma che rimane simbolica rispetto a quanto patito: l'uomo era rimasto in terapia intensiva per un mese e mezzo e, dopo il lungo periodo di degenza, ricoverato all'ospedale Villa Rosa per la riabilitazione

di Marica Viganò

TRENTO. Prima udienza davanti al gup Enrico Borrelli per le due ragazze accusate di aver colpito con calci e pugni un quarantenne nel corso della festa patronale di Croviana, nella notte del 27 aprile 2024. La vittima, assistita dagli avvocati Paolo Chiariello e Monica Cappello, si è costituita parte civile, mentre per la scelta del rito il procedimento è stato rinviato a dicembre.

Le imputate, entrambe 24enni, difese dagli avvocati Angelica Domenichelli e Andrea de Bertolini, devono rispondere del reato di lesioni aggravate. La procura contesta i futili motivi, per un'azione violenta che causò nella parte offesa danni permanenti tali da incidere sulla qualità di vita, danni importanti che comportano disturbi che accompagneranno l'uomo per gran parte della sua esistenza.

L'indagine, condotta dai carabinieri di Malé con il coordinamento della procura di Trento, era partita dall'intervento dell'ambulanza per soccorrere un uomo crollato a terra mentre si allontanava dalla festa, alle 2 di notte. Le condizioni del ferito, trasferito in elicottero al Santa Chiara, erano fin da subito apparse gravissime.

I traumi riscontrati dai medici non derivavano solo dalla caduta sull'asfalto: come alcuni testimoni avevano riferito ai carabinieri, pochi minuti prima di accasciarsi al suolo il quarantenne - complice forse l'alcol ingerito - aveva infastidito alcune ragazze ed era stato colpito con schiaffi e con pugni alla testa e nel sedere.

A picchiarlo sarebbero state le due giovani molestate, chiamate ora a difendersi dall'accusa di aver cagionato lesioni gravissime. Una imputata ha denunciato a sua volta l'uomo per violenza sessuale, ma l'indagine è al momento sospesa: la procura ha chiesto l'archiviazione e la ragazza, attraverso il suo legale, si è opposta. Va avanti, invece, il filone relativo alle lesioni.

Il quarantenne vittima dei calci e dei pugni ha presentato una richiesta di risarcimento pari ad alcune centinaia di migliaia di euro. Una cifra che è inferiore al mezzo milione, calcolata in base alle Tabelle di Milano, ma che rimane simbolica rispetto a quanto patito: l'uomo era rimasto in terapia intensiva per un mese e mezzo e, dopo il lungo periodo di degenza, ricoverato all'ospedale Villa Rosa per la riabilitazione.

Le lesioni all'encefalo gli hanno causato danni permanenti con conseguenze sulla qualità della vita. Data la delicatezza dell'indagine, la procura aveva disposto accertamenti tecnici non ripetibili per chiarire con prove scientifiche le modalità con cui era avvenuta la feroce aggressione nonché le responsabilità, anche sulla base delle tracce biologiche ritrovate sui capi di abbigliamento delle persone coinvolte.

Erano stati sequestrati non solo i cellulari delle ragazze, ma anche maglie e calzature da sottoporre all'analisi dei carabinieri del Ris. La difesa della parte offesa aveva designato come proprio consulente tecnico il generale Luciano Garofano. Il sangue dell'uomo venne effettivamente trovato sulla scarpa di una delle due giovani imputate.

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