Il dramma / La lettera

Uccide la madre malata, l'avvocato: “No a giudizi affrettati, non è un caso di volontà criminale"

La lettera aperta di Nicola Canestrini, il legale che ha assunto l'incarico di difensore della donna che sabato notte a Riva del Garda ha prima ucciso la madre, Maria Skvor, 92 anni, e poi chiamato i carabinieri

IL CASO Trasferita in ospedale la figlia dell'anziana vittima
IL DELITTO Maria colpita alla testa, la figlia fermata dai carabinieri
L'AVVOCATO «Francesca Rozza è ancora in stato confusionale»

RIVA DEL GARDA. "La tragedia che ha colpito Francesca Rozza e la sua famiglia merita silenzio e rispetto, non giudizi affrettati. Quello che emerge con chiarezza è una lunga e profonda sofferenza psichica, un logoramento emotivo che si è consumato lentamente, fino a culminare in un atto disperato. Prima di giudicare, è essenziale capire". Così, in una lettera aperta, l'avvocato Nicola Canestrini, che ha assunto l'incarico di difensore della donna che sabato notte a Riva del Garda, in Trentino, avrebbe prima ucciso la madre, Maria Skvor, 92 anni, e poi chiamato i carabinieri.

Alla base del delitto sembrano esserci la difficile situazione, anche psicologica, legata all'assistenza all'anziana madre inferma delle quale Francesca Rozza si occupava da otto anni, dopo la scomparsa del padre.

"Da anni la nostra assistita viveva in uno stato di isolamento, sopraffatta dalla fatica e dalla paura per il futuro della madre, senza riuscire a concepire un'alternativa. Negli ultimi mesi il suo stato psicologico è peggiorato sensibilmente. È stata travolta da una condizione di sofferenza mentale che l'ha portata ad agire in un momento di totale sfinimento, quando le sue capacità di controllo erano ormai compromesse", aggiunge Canestrini.

"Questo non è un caso di volontà criminale, ma il risultato tragico di una mente annientata dal dolore e dalla solitudine. È necessario che il processo tenga conto della sua condizione psichica al momento del fatto, perché il diritto non può ignorare il peso della sofferenza mentale quando valuta la responsabilità di un individuo", conclude il legale, che durante l'udienza di convalida del fermo ha chiesto alla gip di Rovereto di valutare le misure di sicurezza in custodia per garantire le cure in ospedale.

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