Movida

Sul lago di Garda non si balla più: protesta il mondo del turismo

Fa discutere la restrizione imposta alla discoteca di Bardolino “Shibuia”, ex Hollywood, costretta  a spegnere la musica a mezzanotte. Confesercenti: «Può diminuire l’attrattiva della zona»

di Daniele Peretti

LAGO DI GARDA. Il rischio che si corre sulle rive del lago di Garda è quello di perdere la movida. Ovvero il divertimento serale e notturno che alla lunga potrebbe influenzare negativamente la scelta dei turisti. Rispetto a qualche anno fa molte discoteche hanno chiuso e la restrizione imposta alla discoteca di Bardolino “Shibuia”, ex Hollywood, di spegnere la musica a mezzanotte, fa discutere. Il provvedimento, disposto dall’Autorità Giudiziaria e di Pubblica

Sicurezza, ha fatto cessare l’attività definitivamente a luglio.

Fare chiudere a mezzanotte una discoteca, vuol dire non permetterle più di lavorare. Se consideriamo che tra Lonato e Desenzano sono stati chiusi temporaneamente due locali a questo punto si può dire che sul Garda non si balla praticamente più. Valida l’obiezione di chi dirà che quella della discoteca non è l’unica forma di divertimento e che ci

sono delle valide alternative. Però se si vuole garantire il ricambio generazionale dei turisti, l’opportunità della discoteca non può mancare.

Sulla questione è intervenuta anche Barbara Quaresmini, presidente della Confesercenti Lombardia Orientale, che ha dichiarato: “Una vivace vita notturna rappresenta un autentico asset economico e culturale del territorio: club, beach bar, cocktail lounge, discoteche e locali con musica dal vivo, generano un indotto significativo e completano l’offerta turistica con esperienze di intrattenimento di alta qualità. Se da una parte il rispetto delle regole e i controlli sono necessari, dall’altro non possiamo demonizzare un’intera categoria. Il risultato potrebbe essere una diminuzione dell’attrattività del lago di Garda, soprattutto nei confronti di una fascia più giovane.”

Sulla stessa linea anche Andrea Maggioni, vice presidente di “Visit Brescia”, delegato di presidenza della Comunità del Garda e Coordinatore per il lago di Garda di Confesercenti della Lombardia Orientale: “Serve superare la logica del divieto per adottare una regolamentazione flessibile, nel rispetto dei residenti. Occorre una narrazione diversa: moderna, professionale e sostenibile. I locali che lavorano di notte sono uno dei pilastri dell’accoglienza turistica del Garda. Non dobbiamo dimenticare che i giovani fruitori dei locali notturni di oggi, saranno i nostri clienti diurni di domani. Non possiamo pensare a una meta per un solo target anagrafico medio alto o la destinazione Garda avrà dei problemi”.

(foto d’archivio Ansa Epa)

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