Bassetti torna a casa, la madre: «Ha preso poche botte, ma finché non lo vedo non ci credo»
Il 35enne di Riva del Garda, arrestato dalla Marina israeliana durante il blocco della Global Sumud Flotilla, è in partenza da Istanbul dopo l'espulsione. Mamma Fernanda: "Mio figlio non ha più nulla, gli hanno tolto anche gli occhiali e l'orecchino"
RIVA DEL GARDA. L'attivista rivano di 35 anni, imbarcato assieme ad altri 400 sulle barche della «Global Sumud Flotilla», dovrebbe sbarcare stasera a Fiumicino con un volo da Istanbul, dove è rimasto negli ultimi due giorni dopo la liberazione da parte del governo israeliano.
Bassetti ha potuto così trascorrere finalmente qualche ora senza apprensione — e come lui la famiglia a Riva — dopo aver superato quattro notti senza poter dormire, aver preso botte dai militari israeliani (lui dice che è stato fortunato perché ne ha ricevute «poche»), aver vissuto sulla propria pelle prima la missione della Flotilla, superando il primo arrembaggio a largo di Creta, poi il secondo attacco, l'arresto, il trasferimento sulla tristemente nota nave-prigione della Marina israeliana dove è rimasto tre giorni, quindi lo sbarco ad Ashdod dove è rimasto una notte e un giorno e infine alcune ore nel carcere di massima sicurezza, dove infine è stato prelevato e trasferito all'aeroporto di Tel Aviv per l'espulsione.
«A me ha detto di stare bene — riferisce mamma Fernanda, finalmente con il cuore un po' più in pace — che di botte ne ha prese poche, anzi, non le ha nemmeno sentite, ma finché non lo vedo non ci credo, vuole sempre rassicurarmi» sottolinea sorridendo. «Mio figlio non ha più nulla, gli hanno tolto anche gli occhiali e l'orecchino, ora è ad Istanbul senza telefono, ma sono riuscita comunque a sentirlo brevemente».
Bassetti verrà recuperato a Fiumicino dal fratello Enrico Bassetti, volto noto del piccolo schermo (fa l'attore) di cui la nostra redazione si è occupata tempo fa nella rubrica «Passioni giovani».
L'intenzione è quella di fermarsi qualche giorno a Roma, dove Ferdinando ha alcuni impegni, dove potrebbe sottoporsi anche a visita medica e all'attività social della «Global Sumud Flotilla». D'altronde tutto questo l'ha fatto prima di tutto per dare visibilità al dramma di Gaza e non si può certo dire che l'obiettivo non sia stato raggiunto a livello globale: «E sono contenta — conclude la mamma — di aver contribuito, credendo anche io in quello che mio figlio stava facendo».