Disabile sospeso dal lavoro, l'azienda Dana condannata a risarcire
Ha vinto la causa al Tribunale l'uomo che era stato allontanato dallo stabilimento e lasciato senza stipendio dopo che il medico del lavoro lo aveva dichiarato inidoneo, seppure temporaneamente, alla mansione. Per il foro roveretano, Dana avrebbe dovuto assegnargli un'altra mansione compatibile
TRENTO - Ha vinto la causa al Tribunale del lavoro di Rovereto un lavoratore dello stabilimento Dana locale, allontanato dal lavoro e lasciato senza stipendio dopo che il medico del lavoro lo aveva dichiarato inidoneo, seppure temporaneamente, alla mansione. Per il foro roveretano, Dana avrebbe dovuto assegnargli un'altra mansione compatibile.
Al lavoratore - precisa la Cgil in una nota - l'Inps aveva poi riconosciuto l'invalidità permanente. Il Tribunale ha condannato Dana, che aveva formalizzato la sospensione del lavoratore dal lavoro senza stipendio, senza procedere al licenziamento né proporre alternative, a versare tutte le retribuzioni arretrate e a riassegnare il lavoratore a una mansione compatibile.
"Non è tollerabile che i lavoratori disabili vengano sospinti fuori dall'azienda lasciandoli senza reddito", afferma il segretario della Fiom Cgil Michele Guarda. "Dana ha usato la temporaneità dell'inidoneità come pretesto. Ma il giudice ha fatto chiarezza. Straordinario il lavoro dell'avvocato Guarini".