Rovereto

Primari all’ospedale Santa Maria del Carmine: undici candidati per tre posti

Per la valutazione complessiva dei candidati, la commissione ha a disposizione massimo 100 punti così suddivisi: 50 punti per la valutazione del curriculum e 50 punti per il colloquio

di Mara Deimichei

ROVERETO. Undici nomi per tre posti. Ossia due candidati per neurologia, tre per urologia e sei per il pronto soccorso. Fra questi saranno scelti i futuri primari dei tre reparti del Santa Maria del Carmine. Se per il pronto soccorso si tratta di una procedura "normale", un avvicendamento: un primario lascia e un altro subentra, per gli altri due reparti si tratta di un cambiamento importante. Urologia c'è sempre stata a Rovereto ma come unità multizonale e quindi aggregata a Trento. Ora, con la nomina del nuovo direttore medico diventerà un'unità operativa complessa a sé stante.

Per neurologia si tratta di un ritorno al passato: dopo un periodo in cui il reparto è stato legato al Santa Chiara, ora torna ad essere autonomo. E per fare questo passaggio è necessario che ci sia un primario.

I bandi erano stati pubblicati da parte dell'azienda sanitaria provinciale fra fine luglio e inizio settembre con il 10 ottobre segnato come data ultima per presentare la propria candidatura. Ora, verificate le carte, la pubblicazione del numero di partecipanti. Non i nomi: i candidati sono contrassegnati solo da un numero, quindi non è pubblico l'elenco di chi ha presentato la candidatura.

Riguardo alle due nuove unità operative complesse, l'assessore alla salute Mario Tonina aveva spiegato, illustrando i cambiamenti da lui sostenuti, che «questo intervento si inserisce in un disegno più ampio di consolidamento e innovazione della nostra rete sanitaria. Le nuove strutture complesse di neurologia e urologia a Rovereto rappresentano una risposta concreta a bisogni reali del territorio, con effetti positivi attesi in termini di qualità dell'assistenza e attrattività per i professionisti. La scelta dei due reparti a Rovereto va nel segno di offrire maggior equità nell'accesso alle cure dei trentini. In particolare ho fortemente voluto l'unità operativa complessa di urologia che servirà anche per ridurre le liste d'attesa e quindi dare risposte più celeri a chi ne ha bisogno».

Il reparto di neurologia, al momento multizonale, è diretto dal professor Bruno Giometto che si appresta a lasciare il suo incarico nella città della quercia lasciando però in eredità un cambiamento molto importante. Dal primo maggio, infatti, è attiva la guardia notturna, ossia i neurologi ora sono presenti in ospedale 24 ore su 24 per rispondere delle esigenze interne del reparto e anche di quelle del pronto soccorso. Guardia che cosa assai diversa alla reperibilità che era il servizio comunque garantito fino a fine aprile.

Con i due reparti di neurologia autonomi non è destinata a terminare però la collaborazione. Saranno - questo è progetto generale - reparti complementari. Trento si occuperà delle patologie "tempo dipendenti" mentre Rovereto avrà una vocazione, che le è già propria, clinica-specialistica. Una vocazione che la porta ad inserirsi nel campo delle neuroscienze con una stretta collaborazione con chi lavora sul territorio nel Cimec e Cerim. Dunque attraverso il passaggio della scelta dei primari si arriverà a delle novità importanti per il Santa Maria del Carmine per quanto riguarda l'organizzazione dell'ospedale.

Tornando alla selezione, per la valutazione complessiva dei candidati, la commissione ha a disposizione massimo 100 punti così suddivisi: 50 punti per la valutazione del curriculum e 50 punti per il colloquio. Il colloquio è diretto alla valutazione delle capacità professionali del candidato nella specifica disciplina, con riferimento anche alle esperienze professionali documentate nel curriculum, nonché all'accertamento delle capacità gestionali, organizzative e di direzione del candidato stesso con riferimento all'incarico da svolgere.

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