Il processo

Sfascia l’auto della rivale in amore e minaccia lei e il figlio piccolo: ex moglie a processo

Ha staccato la maniglia della portiera e l'ha utilizzata per rompere il finestrino. La procura aveva inizialmente chiesto l'archiviazione a causa delle diverse versioni proposte dalle protagoniste. Archiviazione contro la quale era stata presentata opposizione e quindi ll gip ha ordinato la formulazione del capo d'imputazione e quindi il procedimento è finito davanti alla giudice Izzo

ROVERETO. Le avrebbe impedito di scappare costringendola a restare inerme in macchina minacciando lei e il suo bambino, avrebbe spaccato il finestrino della macchina e cercato di staccare le chiavi dal quadro d'accensione. Tutto questo, forse per gelosia o semplicemente per rabbia. E di questo dovrà rispondere il tribunale.

Lei, l'imputata accusata di violenza privata, è una quarantenne originaria della Russia ma da tempo residente in Vallagarina. L'altra, la parte offesa, vive fuori provincia. Ad legare le due donne, come spesso accade in vicende di questo tipo, è un uomo: l'ex marito della prima è diventato il nuovo compagno della seconda.

L'episodio risale a cinque anni fa ma solo negli scorsi giorni, in tribunale, si è iniziato ad ascoltare i testi in assenza sia della parte lesa che dell'imputata.

Prima sono state ascoltate le parole di un carabiniere che aveva risposto alla richiesta di aiuto della donna chiusa in macchina fatta attraverso il 112. Poi quelle di una seconda persona che era nei pressi del luogo dove si sono svolti i fatti ma che, non avendo assistito in prima persona, non ha potuto dare il suo contributo al processo. Processo che è stato rinviato alla primavera del prossimo anno.

Ma torniamo a quello che è successo. O meglio a quello che la vittima ha raccontato nella sua denuncia. Lei era a Rovereto assieme al figlio per accompagnare il compagno ad un appuntamento. Lui era andato nell'ufficio dove lo attendevano, lei era rimasta in auto con il piccolo (otto anni) ad aspettarlo.

Quando i due si sono ritrovati soli è arrivata l'altra donna, l'ex moglie dell'uomo, che ha manifestato da subito - così è stato raccontato - un atteggiamento aggressivo nei confronti dei due in auto. Innanzitutto avrebbe parcheggiato la sua auto in modo tale da impedire alla prima donna di trovare una via di fuga al volante. E poi avrebbe colpito più volte il finestrino della vettura chiedendo con forza che le venissero date le chiavi. Tutto questo rivolgendosi anche al minore descrivendo la sua mamma con epiteti poco gentili. E anche minacciandolo: lo avrebbe picchiato se sua madre non fosse scesa dal veicolo.

Dato questo racconto, è facile immaginare quanto alto fosse il livello di tensione all'interno dell'abitacolo. Tensione che si è trasformata in paura quando l'ex moglie, dopo aver staccato la maniglia della vettura, ha utilizzato la stessa come corpo contundente per spaccare il finestrino del lato passeggero. Un'azione che le è costata una lesione (non grave) alla mano ma che le ha anche permesso di entrare nell'automobile dove ha cercato di staccare la chiave dal quadro.

Nel frattempo la vittima di tutto questo era riuscita a dare l'allarme, chiamando prima il 112 e poi il suo compagno. Come è finita? Con la denuncia da parte della donna per violenza privata, denuncia per la quale la procura aveva inizialmente chiesto l'archiviazione a causa delle diverse versioni proposte dalle protagoniste.

Archiviazione contro la quale era stata presentata opposizione e quindi ll gip ha ordinato la formulazione del capo d'imputazione e quindi il procedimento è finito davanti alla giudice Izzo. Che in primavera dovrà decidere se ci sia stata o meno violenza privata.

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