L'intervento

Operazione bomba a Rovereto: scattata la zona rossa, aree evacuate sorvegliate da droni

In cento accolti nell’area della Protezione civile. Nessuna persona può trovarsi, sia all’aperto che al chiuso, nel raggio di 591 metri dall’ordigno bellico

LE PERSONE COINVOLTE Circa 6.100 i roveretani costretti ad abbandonare le proprie abitazioni
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ROVERETO. Ventuno varchi sono stati attivati alle 7 del mattino, contestualmente all’evacuazione dei circa 6.100 residenti nella “zona rossa” e al confinamento dei 4.300 abitanti nella “zona gialla”. A Rovereto è scattata l’operazione Leno 2026. Dalle 9, nessuna persona può più trovarsi (all’aperto e al chiuso) nel raggio di 591 metri dall’ordigno bellico rinvenuto nell’area ex Cofler, mentre nella “cintura” compresa tra il raggio di 591 metri e di 755 metri scatterà il divieto assoluto di frequentare gli spazi aperti, compresi balconi, giardini e strade. Azioni di monitoraggio - a tutela della sicurezza delle persone - sono curate anche dal Nucleo droni del Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento, che sta sorvolando la zona.

La prima fase dell'operazione bomba a Rovereto, gli specialisti dell'Esercito si preparano al disinnesco con robot cingolati

In azione gli uomini del Comando Truppe Alpine. La zona rossa è stata evacuata: circa circa 6.100 i residenti interessati (video Esercito)

Fino al termine delle operazioni di disinnesco, a cura del Genio guastatori, rimarrà attivo il numero verde 800-867-388, istituito dal Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna della Provincia. Un centinaio di persone ha scelto di essere ospitato all’interno del centro addestrativo di Marco, dove sono previste iniziative a cura delle organizzazioni di volontariato di Protezione civile. Intanto, presso la caserma della Polizia locale di Rovereto è stato istituito il Centro operativo comunale (Coc) presieduto dalla sindaca Giulia Robol e al quale prende parte anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il vicario del commissario del Governo Massimo di Donato, il dirigente generale della Protezione civile del Trentino Stefano Fait e il questore Nicola Zupo.

(foto Pat)

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