Bypass, i dubbi per ambiente e salute nelle osservazioni del Comune di Rovereto
Chiesta a Rfi un’attenta valutazione dei rischi. Dall’inquinamento da polveri all’impatto sulla stabilità degli edifici, dalle questioni idrogeologiche ai rischi per la cantierizzazione prolungata: ecco tutti i nodi da sciogliere
ROVERETO. «Un'attenta analisi dei rischi, anche solo potenziali, accompagnata dalla previsione di idonee misure preventive, mitigative e correttive». Questo è ciò che chiede il Comune di Rovereto fra le osservazioni riguardanti la sostenibilità ambientale, contenute nel documento di 191 pagine che analizza ogni aspetto del progetto relativo alla circonvallazione ferroviaria di Rovereto, il lotto 3B. 17 osservazioni puntuali (sulle 53 totali) che riguardano un tema delicato come l'ambiente e anche la salute. «L'intervento previsto (che ha un costo previsto di 2,4 miliardi di euro, ndr), per sua natura, dimensione e complessità, assume un rilievo determinante, risultando idoneo a generare impatti significativi su molteplici componenti sensibili, tra cui quelle ambientali e quelle afferenti alla salute umana. In particolare, si evidenziano potenziali criticità connesse alle vibrazioni indotte, alla diffusione di polveri, nonché al disagio psicologico che potrà interessare la popolazione, con particolare riferimento alla frazione di Marco, direttamente esposta alle attività di cantiere» così si legge nella premessa.
«In tale contesto, si richiama la necessità di porre al centro dell'azione amministrativa e progettuale il principio giuridico di cautela e di precauzione, quali principi fondamentali di riferimento». Principio di precauzione che «impone alle autorità competenti, nella fattispecie all'ente ferroviario, di adottare misure appropriate al fine di prevenire e scongiurare rischi potenziali per la salute pubblica, per la sicurezza e per l'ambiente, anche in assenza di piena certezza scientifica circa l'effettiva esistenza e la gravità degli stessi. In presenza di dati scientifici insufficienti, non conclusivi o incerti, ma comunque indicativi di un possibile pericolo, l'azione pubblica deve orientarsi verso una prevenzione anticipata, senza attendere il consolidamento delle conoscenze scientifiche». Quindi agire anche in presenza di rischi ipotetici ma plausibili e non già acclarati.
E ancora: «nell'ambito delle successive fasi autorizzative e, in particolare, della valutazione di impatto ambientale, dovranno essere analizzati in modo puntuale e approfondito, secondo il principio di precauzione, tutti i rischi potenziali connessi alla realizzazione dell'opera, anche con riferimento agli effetti di medio e lungo periodo, con particolare attenzione agli impatti che potranno interessare la popolazione residente nella frazione di Marco e nei territori limitrofi».Quali sono i principali ambiti per i quali il Comune di Rovereto chiede alle Ferrovie di condurre un'attenta analisi dei rischi, anche solo potenziali, accompagnata dalla previsione di idonee misure preventive, mitigative e correttive? Eccoli. Inquinamento da polveri e qualità dell'aria. Viene chiesta la valutazione del rischio connesso alla dispersione di polveri, sia in fase di scavo, sia nelle operazioni di movimentazione dei materiali. Impatto vibrazionale e stabilità degli edifici. «Le vibrazioni indotte dalle lavorazioni e dal traffico ferroviario - si legge nelle osservazioni - dovranno essere analizzate in termini precauzionali, considerando non solo gli effetti strutturali sugli edifici, ma anche quelli percepiti dalla popolazione». Subsidenza e interferenze con le matrici geologiche e idrogeologiche. Dovranno essere attentamente valutati i possibili fenomeni di subsidenza indotta e le interferenze con le falde acquifere, anche in presenza di quadri conoscitivi non pienamente definiti. Interferenze con le risorse idriche e con le sorgenti. Viene chiesta la verifica di ogni possibile interferenza con sistemi di approvvigionamento idrico, falde e sorgenti, anche indiretta o differita nel tempo. Impatto acustico e qualità della vita. «Gli impatti acustici, sia in fase di cantiere che in fase di esercizio, dovranno essere valutati secondo un approccio precauzionale, considerando anche effetti cumulativi e di lungo periodo». Impatto psicologico e benessere della popolazione. Si chiede di considerare, in modo esplicito, il potenziale impatto psicologico derivante dalla presenza prolungata del cantiere, dalle trasformazioni del territorio e dalla percezione del rischio. Rischi per la salute pubblica. «Tutti gli impatti ambientali dovranno essere letti in chiave integrata rispetto alla tutela della salute, considerando anche esposizioni cumulative e prolungate».
Gestione delle terre e rocce da scavo e potenziali contaminazioni. Si chiede la valutazione del rischio connesso alla presenza di materiali contaminati o alla possibile alterazione chimica dei materiali di scavo, anche in relazione all'utilizzo di additivi. Rischi connessi alla cantierizzazione prolungata. «La durata pluriennale del cantiere impone una valutazione precauzionale degli effetti cumulativi nel tempo, anche in relazione a traffico indotto, emissioni, rumore, polveri e limitazioni della fruibilità degli spazi».Il Comune chiede quindi che «il principio di precauzione venga concretamente applicato attraverso: l'adozione di scenari di rischio prudenziali anche in presenza di dati incerti o incompleti; la definizione di misure preventive e mitigative anticipate; la previsione di sistemi di monitoraggio continuo e adattivo; l'individuazione di soglie di intervento cautelative; l'attivazione tempestiva di misure correttive al primo manifestarsi di criticità; la piena integrazione di tali elementi negli atti progettuali, autorizzativi e contrattuali. Tale declinazione operativa del principio di precauzione dovrà costituire un riferimento imprescindibile per tutte le successive fasi decisionali e realizzative dell'opera, al fine di garantire un elevato livello di tutela dell'ambiente, della salute e della qualità della vita della popolazione interessata».