L'opera

Bypass ferroviario in Vallagarina, critiche da contadini e cittadini

Scaduti i termini per le osservazioni. Coldiretti: «L’infrastruttura in discussione non può ignorare il valore del suolo e il reddito delle nostre aziende». Durissimo il Consorzio irriguo di miglioramento fondiario di Marco: «Ci riserviamo di costituirci parte civile per eventuali danni causati al consorzio e ai consorziati»

di Gianluca Marcolini

ROVERETO. Quel che è fatto è fatto e soprattutto non si può disfare. La giornata di giovedì era l'ultima a disposizione per l'invio delle osservazioni riguardanti il progetto del bypass ferroviario da parte di enti pubblici, associazioni e comitati. Ai cittadini, invece, era preclusa la possibilità di recapitare in via diretta la benché minima richiesta, ma più soggetti autorizzati (ad esempio, il Comitato Mobilità Sostenibile e il Comune di Rovereto) si sono resi disponibili a fare da tramite, vestendo i panni dei "postini", e così Rfi avrà la possibilità di tastare il polso della popolazione rispetto a un progetto che ha sollevato non poche polemiche per le possibili conseguenze sul territorio.

Tempo scaduto, si diceva, e adesso - nelle prossime settimane, verosimilmente - inizierà l'esame delle numerose osservazioni (solo il Comune di Rovereto ne ha presentate circa sessanta) fatte pervenire in questi giorni. La procedura dovrà essere completata entro il prossimo autunno, poi Rfi darà corso alla stesura del progetto definitivo e successivamente affronterà il complesso iter di approvazione fra Valutazione d'impatto ambientale, Conferenza dei Servizi, procedure legate agli espropri.

Tempi lunghi, molto lunghi. Sul portale online, appositamente creato da Rfi per la condivisione del progetto con la comunità, nella serata di ieri, oltre alle osservazioni fatte pervenire nei giorni scorsi da Consorzio di miglioramento fondiario "Alle Giere" di Besenello, Cia-Agricoltori Italiani del Trentino e Comitato Mobilità Sostenibile "Ing. Alberto Baccega", risultavano pubblicate anche quelle del Consorzio Irriguo Miglioramento Fondiario di Marco e della Coldiretti Trento. Poche, rispetto alle tante prese di posizione registrate nel corso del dibattito di queste settimane, ma va tenuto conto che molti soggetti hanno certamente atteso l'ultimo momento per l'invio della documentazione all'indirizzo email messo a disposizione da Rfi, che si prenderà poi il tempo necessario per la pubblicazione sul sito Internet. Assieme ai vari Comuni e alla Comunità di valle, nell'elenco dei soggetti che si sono accreditati per partecipare al dibattito pubblico, e che avevano la possibilità di inviare delle osservazioni, risultano presenti sedici fra comitati, circoli, associazioni e enti vari.

La Coldiretti ha suddiviso in tre argomenti il proprio pensiero, evidenziando le problematiche concernenti la frammentazione fondiaria, il traffico pesante, la tutela di pozzi e falde acquifere. «Un documento nato da un intenso percorso di ascolto che ha coinvolto i soci del territorio, le cooperative agricole e le istanze emerse nei dibattiti pubblici», fa sapere. «Le osservazioni che abbiamo presentato - ha commentato il presidente Gianluca Barbacovi - sono il frutto di un confronto serrato con chi la terra la lavora ogni giorno. L'inevitabile consumo di suolo che deriverà dai lavori deve essere il punto di partenza di ogni ragionamento: per un'azienda agricola il terreno è il bene strumentale per eccellenza e, se viene a mancare, si compromette irrimediabilmente la redditività e la sopravvivenza stessa dell'impresa». Secondo Coldiretti, il progetto rischia di generare porzioni di terreno residuali e impossibili da coltivare in modo economico e per questo chiede che si attivi una vera ricompensazione fondiaria, mettendo a disposizione altri terreni limitrofi o concedendo gratuitamente le aree espropriate per i lavori ma non utilizzate. Altro fronte caldo la viabilità, con l'appello a gestire i materiali di scavo con la massima celerità «per non soffocare la viabilità quotidiana, fondamentale per i mezzi agricoli che devono spostarsi tra fondi distanti tra loro». Infine, la questione delle risorse idriche: «il timore è che i lavori possano danneggiare pozzi e sorgenti, anche quelli non direttamente investiti dal tracciato ma collegati alla medesima falda acquifera».

Il Consorzio di miglioramento fondiario di Marco, invece, spiega che il percorso del bypass interferirà con l'impianto irriguo che serve 347 proprietari di terreni coltivati. Da qui la richiesta di una serie di tutele con un monito severissimo: «Ci riserviamo di costituirci parte civile per eventuali danni causati al consorzio e ai consorziati».

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