La storia

Parla la vittima di una coppia di malviventi: "Volevo una magia d'amore, mi hanno truffata e minacciata"

Una donna ha perso 30mila euro e gioielli di famiglia dopo essere caduta in una truffa del legamento d'amore. "Può sembrare assurdo che una donna istruita finisca così, ma è successo. Per colpa loro sono finita in ospedale. Quando ho smesso di pagare se la sono presa coi miei figli e mi hanno mandato foto di casa mia per dire: sappiamo dove siete"
 

di Mara Deimichei

ROVERETO. «Hanno continuato a chiedermi soldi, a minacciarmi per avere il mio denaro anche quando ero ricoverata in ospedale. Ero così sofferente e debole che ho chiesto a dei conoscenti di venire in reparto in modo tale che potessero fare loro i versamenti, tanta era la pressione che mi facevano».

Versamenti che finivano sul conto di una coppia di toscani a processo per estorsione, già condannati per truffa del filtro d'amore (sentenza impugnata dalla difesa). Trentamila euro sottratti alla donna che nei procedimenti si è costituita parte civile con l'avvocato Paola Depretto: circa la metà pagata per un presunto legamento d'amore, il resto estorto con le minacce.

Come è entrata in contatto con gli imputati?

«Attraverso i social network. Stavo attraversando un periodo delicato e c'era una persona che mi interessava molto. Avevo messo una sorta di annuncio su Facebook al quale mi ha risposto questa donna dicendomi che aveva la soluzione per me. Mi ha mandato anche dei vocali con testimonianze di persone che, grazie al servizio offerto, avevano trovato l'amore. Solo dopo ho capito che le voci erano quelle di complici, ma al momento mi erano sembrate solo delle recensioni positive».

"Recensioni" per cosa?

«Un legamento d'amore. Erano riti di magia nera, così me li avevano spiegati, in cui loro, da remoto, si sarebbero dovuti mettere in contatto con me e con l'uomo che desideravo per fare in modo che fra di noi nascesse qualcosa. Non c'è stato alcun contatto fisico o diretto: ho solo mandato la foto mia e di lui con le nostre date di nascita. Una volta mi è stato chiesto di fare qualcosa con della sabbia nei pressi di un cimitero, ma non ricordo bene».

Quando li ha denunciati?

«Dopo qualche mese ho iniziato a capire di essere finita in una truffa e ho cercato di ribellarmi. Loro, in risposta, volevano anche che pagassi delle multe, delle sanzioni perché mi rifiutavo di versare quanto richiesto per il legamento. Ero in una situazione terribile, in un vortice: mi avevano manipolata approfittando delle mie debolezze. Quando li ho denunciati per la truffa hanno iniziato a minacciarmi e io ho continuato a pagare, terrorizzata, fino a quando non sono riuscita a dire basta e a bloccarli».

Le minacce riguardavano solo lei?

«Hanno minacciato anche i miei figli, e lo hanno fatto in maniera molto credibile, mandando anche delle foto di casa mia per farmi sapere che erano qui, che erano vicini a noi. Io ho continuato a pagare perché ero veramente terrorizzata all'idea che potessero fare qualcosa ai miei figli».

Minacce di che tipo?

«Che se non avessi pagato sarebbero successe le cose più terribili ai miei figli. Anzi, alle "creature che hai partorito", queste le parole che hanno utilizzato. Parlavano con una voce quasi cavernosa, da Diavolo direi, per rendere la minaccia ancora più forte. Mi hanno anche mandato il contatto di una persona importante per il mio lavoro dicendo che me lo avrebbero fatto perdere. Ero terrorizzata. Vista da fuori può sembrare impossibile che una donna istruita, con un lavoro e tanti interessi possa finire in questa situazione, ma è quello che mi è successo: a causa di questa vicenda sono finita in ospedale cinque volte in un mese. Ero distrutta».

Come hanno reagito alla denuncia?

«In maniera aggressiva: mi hanno detto che questa decisione mi sarebbe rivoltata contro e sono iniziate le minacce di estorsione. Ma io sono andata avanti. Non so se riuscirò a riavere il mio denaro e i gioielli di famiglia che, nella disperazione, ho inviato ai due, ma spero che sia fatta giustizia».

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