La protesta

«Rovereto, tutta Marco scenderà in piazza contro il bypass»

Dal Parco della Ruina la chiamata a raccolta in vista della manifestazione di sabato. Michele Setti, vicepresidente della Circoscrizione: «Dobbiamo essere in tanti, perché i numeri contano Con questo progetto rischiamo lo spopolamento». Federica Mattarei: «Chiediamo un’analisi seria e terza sull’opzione zero, non capiamo perché faccia così paura. E in estate organizzeremo una grande assemblea popolare»

di Gianluca Marcolini

ROVERETO. Non è più tempo di tergiversare o lasciarsi divorare da dubbi e tentennamenti. Per gli abitanti di Marco è giunto il momento di prendere il coraggio a due mani e scendere in strada a protestare. Nel Parco della Ruina, è partita la chiamata a raccolta indirizzata a tutti i marcolini che sabato pomeriggio saliranno a Trento in massa - questo è l'auspicio dei promotori - per manifestare contro il tanto contestato bypass ferroviario. «Attenzione, sabato protesteremo contro la soluzione progettuale che ci è stata prospettata da Rfi e non contro l'opera, come invece qualcuno vorrebbe far credere», ha tenuto a specificare, martedì, Michele Setti, vicepresidente della Circoscrizione e fra gli organizzatori dell'iniziativa. Al suo fianco Federica Mattarei, in rappresentanza dell'associazione Trentino No Tav e del Coordinamento di associazioni, comitati e istituzioni che portano avanti la battaglia contro i progetti delle circonvallazioni ferroviarie di Trento e Rovereto e che sabato, in piazza Dante a Trento, a partire dalle ore 16, daranno vita alla protesta.

«Non sarà una manifestazione contro la politica - ha annunciato -, ma un momento di riappropriazione della politica da parte di chi rischia di essere marginalizzato e pagare i danni». L'evento del 13 giugno non sarà la conclusione di un confronto civico e civile che ha coinvolto, in questi mesi, le comunità lagarine, nessuna esclusa. «Non sarà il punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza, almeno lo si auspica, della possibilità di partecipazione», ha evidenziato Mattarei, annunciando la volontà del Coordinamento di organizzare quest'estate una grande assemblea popolare in preparazione alle risposte di Rfi - la pubblicazione del documento è prevista per settembre - sulle varie questioni sollevate da Comuni, Comunità di valle, comitati e associazioni.

Uno dei nervi scoperti è certamente la cosiddetta "opzione zero", che la giunta provinciale più volte ha ghigliottinato, l'ultima qualche giorno fa per volontà del presidente Fugatti. «Non ci accontentiamo di sentirci dire che non si può fare - la replica del Coordinamento -, chiediamo una valutazione dell'opzione da parte di un ente terzo e ci domandiamo perché fa così tanta paura avviare una seria riflessione sull'alternativa zero che non vuol dire non fare nulla, anzi, significa agire presto e in modo efficace e con costi molto più ridotti sull'esistente, in primis adeguando i pedaggi dell'A22 agli altri valichi alpini e potenziando e ammodernando la linea esistente».

«Siamo stufi che si giochi con i numeri - il grido di dolore sollevatosi a Marco -. All'inizio i treni portati sulla linea con quest'opera dovevano essere 400, poi sono diventati 160, ma non saranno neanche questi. Oggi il traffico merci su rotaia porta al Brennero 60 treni merci al giorno, ossia il 28% dell'intero traffico merci, anche veicolare. L'Europa chiede che entro il 2050 sulla tratta ferroviaria transiti il 50% del traffico, significa che con meno di un treno all'ora in più, rispetto a oggi, il problema sarebbe risolto e si risparmierebbero miliardi di euro che potrebbero essere utilizzati per le vere priorità. Devono dimostrarci con i numeri che l'opera sta in piedi». «Lo ha detto anche la sindaca che con quest'opera Marco si spopolerà - le parole di Michele Setti - ed è per questo motivo che sabato tutti i marcolini dovrebbero venire alla manifestazione. Se ognuno di noi porterà a Trento altre dieci persone la politica sarà costretta a confrontarsi con i numeri, perché alla fine sono quelli che contano».

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