Trento

«In via Lavisotto a rischio la sicurezza dei pedoni»

I residenti nella zona del quartiere Cristo Re rilanciano l'allarme sul tratto di strada che fra l'altro porta al vicino campo sportivo e alle scuole Schmid. Il problema riguarda un marciapiede che termina in una strettoia con angolo cieco molto frequentata dalle auto

di Nicola Maschio

TRENTO - In via Lavisotto c'è un problema di sicurezza. Non solo per le automobili, ma anche e soprattutto per i pedoni. Siano essi adulti, ragazzi, ma in particolare bambine e bambini che non solo frequentano il quartiere di Cristo Re, ma si recano anche al vicino campo sportivo del Coni, al campo da calcio oppure, un po' più distante, alle scuole Schmid.

Il problema riguarda un tratto di marciapiede vicino ad un complesso residenziale, poco dopo l'incrocio con via Stoppani e sulla sinistra proseguendo proprio verso il campo Coni ed il cosiddetto "serpentone", l'altro lungo edificio che si snoda fino al Corso degli Alpini.

Tratto di qualche decina di metri che tuttavia non solo è a livello della strada sulla quale passano le automobili, ma soprattutto termina in un punto in cui la strada stessa si fa più stretta, con un angolo cieco per chi arriva in entrambe le direzioni.

Per la verità ci sono due specchi e la loro presenza dovrebbe consentire agli automobilisti di verificare la presenza di altre macchine e moderare così la velocità: questo però non accade e i rischi ormai sono quasi all'ordine del giorno. Anche perché proprio in quella strettoia si immette un'altra stradina per l'entrata e l'uscita di mezzi e persone dagli edifici residenziali di quella zona.

E non è raro che si verifichi qualche spiacevole episodio. Non ci sono stati incidenti gravi fino a questo momento (per fortuna), ma diverse volte si è rischiato il peggio. Sono stati proprio i residenti a testimoniare questa situazione di pericolo ed in particolare Marita De Bortoli, che da decenni vive in uno dei condomini su via Lavisotto. Poco tempo fa a rischiare l'investimento è stato un bambino, ma nei mesi scorsi diverse altre persone adulte hanno vissuto qualche brutto momento di paura.

«Mi sono trasferita in questa zona nel 1989 e già a quell'epoca, quando mio figlio frequentava le scuole Bellesini, abbiamo raccolto firme per chiedere la realizzazione di un marciapiede, poi arrivato anche grazie al lavoro della circoscrizione - ha spiegato la donna facendosi portavoce delle sensazioni e dei timori di chi risiede in quella zona - Purtroppo i rischi in questo tratto di strada sono all'ordine del giorno.

Spesso dall'interno di casa sento rumori di frenate all'ultimo secondo. Poco più avanti ci sono dei dossi rallentatori, non sarebbe male se venisse presa in considerazione l'idea di installarli anche nel tratto interessato dai problemi».

«Segnalazioni? Le abbiamo fatte, anche direttamente alle forze dell'ordine e precisamente lo scorso 26 maggio, Sfortunatamente non abbiamo ricevuto risposta» aggiunge.In via Lavisotto inoltre viene segnalata un'altra problematica, rispetto alla quale sembra che il servizio Parchi e Giardini del Comune sia già a conoscenza.

L'illuminazione del marciapiede che va dalla strettoia al campo da calcio è oscurata dalla folta vegetazione e passare davanti al campo Coni la sera sembra essere diventata una cosa tutt'altro che tranquilla. Anche su questo, i residenti chiedono interventi.

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