Maestri: sul futuro dell'area San Vincenzo la Provincia deve coinvolgere il Comune
La consigliera Pd chiede lumi al presidente Fugatti sui progetti di conversione sportiva ("con la realizzazione di ben sei campi da calcio per il Trento") e sulla Music Arena rilancia la presa d'atto del "fallimento delle sbandierate promesse di una immensa area dedicata a eventi di portata almeno mondiale"
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IPOTESI Il nuovo stadio da calcio di Trento nell'area San Vincenzo
TRENTO - Resta un tema rovente nel confronto politico il futuro dell'area San Vincenzo, a Trento sud, oggi sostanzialmente dedicata alla famosa e discussa Music Arena, inaugurata dal mega concerto di Vasco Rossi nel maggio di tre anni fa.
Torna all'attacco il Pd e lo fa con un'interrogazione della consigliera provinciale Lucia Maestri, che rilancia la presa d'atto sul "fallimento delle sbandierate promesse di una immensa area dedicata ad eventi di portata almeno mondiale". E poi ricorda che lo stesso presidente Fugatti ora "indica una possibile conversione dell’area da luogo appunto destinato ad ospitare enormi masse di pubblico a spazio idoneo a ospitare quelle strutture sportive delle quali, da più parti, sale una pressante richiesta".
Un cambiamento di rotta, sottolinea la esponente Pd, che tuttavia non pare privo di criticità.
"Il presidente - scrive Maestri - immagina infatti la realizzazione di ben sei campi da calcio per la società Trento Calcio – guarda caso guidata da un dichiarato amico che già ebbe a rifiutare la candidatura a sindaco di Trento, in nome dell’assoluta priorità calcistica – e ai quali si aggiunge un ciclodromo e probabilmente anche qualche altro spazio particolare, dando concretezza a tale progettualità attraverso un protocollo d’intesa sottoscritto dalla Provincia con la Cassa del Trentino e con il Credito sportivo, dichiarando infine come tali rilevanti ipotesi siano già in fase di avanzata progettazione".
Una scelta, sottolinea Maestri che, "piaccia o non piaccia al presidente della Provincia, sottende al palese fallimento dell’attrattività della Trentino Music Arena". Quanto alla progettazione, afferma la consigliera, "quello che sembra venire meno nel ragionamento di Fugatti è il ruolo e le funzioni del Comune di Trento e della sua ineludibile pianificazione urbanistica".
Maestri ricorda che questa funzione di regolazione e programmazione del territorio e del suo utilizzo, rimane in capo al Comune di pertinenza, al punto che il sindaco del capoluogo afferma l’inopportunità di “ipotizzare questa o quella funzione slegata dal contesto generale”, nella convinzione che “occorra inserire le diverse infrastrutture sportive all’interno di una visione complessiva organica”, cioè esattamente quello che pare non albergare nel progetto della Provincia.
Vale la pena qui rammentare che, “secondo il Piano regolatore, gli interventi previsti sull’area ex San Vincenzo devono necessariamente essere inseriti in un preventivo progetto unitario che deve essere portato all’attenzione del Consiglio comunale”.
A fronte di tutto ciò, l’impressione che si ricava a un primo sguardo sull’intera vicenda, secondo Maestri, "è una concezione quasi monarchico-assolutista del territorio da parte di questa giunta provinciale e della sua maggioranza, nell’erronea convinzione che il padrone comanda. Purtroppo, così agendo, ci si dimentica che invece in democrazia comandano le regole ed il loro rispetto, anche se ciò infastidisce la presidenza della Provincia e la sua convinzione del potere come autocrazia".
Nel dirsi in attesa "di verificare il successo o l’insuccesso della nuova stagione di eventi voluti a ogni costo dalla Provincia per la Trentino Music Arena per la corrente estate", Maestri chiede dunque alcuni chiarimenti a Fugatti, in una interrogazione.
"Qual è, nel dettaglio, il contenuto effettivo del protocollo d’intesa firmato dalla Provincia con la Cassa del Trentino e con il Credito sportivo, in relazione all’uso dell’area ex San Vincenzo; per quale ragione tale protocollo non è stato sottoscritto anche dal Comune di Trento, al quale spettano le competenze urbanistiche relative; qual è lo stato attuale dell’avanzata progettazione delle infrastrutture ipotizzate dalla Provincia su tale area e quando la Provincia prevede l’avvio dei relativi lavori; se la giunta provinciale è a conoscenza o meno degli obblighi di legge afferenti la pianificazione urbanistica, che comunque rimane in capo al Comune di Trento, ente che, a tutt’oggi, sembra all’oscuro, almeno sotto il profilo tecnico, di tale progettazione".