«Altro che spreco, avevo dimenticato i cartoni al caldo in auto»: una residente "smonta" il caso del latte buttato a Spini
Una donna del posto smentisce la ricostruzione sullo spreco degli aiuti alimentari rilanciata dal consigliere Demattè: “Nessun abbandono volontario, avevo dimenticato il latte in auto sotto il sole”. E denuncia i commenti razzisti apparsi online: “Sono trentina, basta odio gratuito”.
L'INTERROGAZIONE "Segnali inequivocabili che la gestione degli aiuti non funziona"
TRENTO. «Altro che spreco o famiglie bisognose che buttano via il cibo: quei cartoni di latte li avevo dimenticati io in macchina, al sole, per una settimana. Ero in mezzo a un trasloco. Mi sono limitata a buttarli, come avrebbe fatto chiunque».
A parlare è una residente di Spini di Gardolo, che ha contattato direttamente la redazione per smentire quanto ipotizzato nei giorni scorsi dal consigliere comunale Daniele Demattè (FdI). In un’interrogazione rivolta a sindaco e Giunta, il consigliere aveva denunciato la presenza di alimenti ancora edibili, presumibilmente provenienti da aiuti alimentari, abbandonati nei cestini pubblici. Il caso è stato rilanciato anche tramite un post sulla pagina Facebook di Spini, generando numerosi commenti.
«Mi dispiace che da un fatto del tutto privato e spiegabile si sia arrivati a parlare di degrado, sprechi e responsabilità delle famiglie fragili – dice la donna –. Non c’è stato alcun gesto volontario di abbandono, né dietro questa storia ci sono famiglie che ricevono aiuti e non li apprezzano. È stata semplicemente una dimenticanza: il latte era andato a male e l’ho gettato».
La signora interviene anche sulle reazioni apparse sotto al post pubblicato online, dove – pur senza riferimenti da parte del consigliere – alcuni utenti hanno dato sfogo a commenti di natura razzista. «Io sono trentina doc – puntualizza – e leggere certe frasi, offensive e discriminatorie, mi ha ferita. Qualcuno ha approfittato della vicenda per incitare all’odio razziale. L’ho scritto anche nei commenti: bisogna smetterla di attribuire ogni problema a chi è straniero o in difficoltà. Qui si è trattato solo di un piccolo incidente domestico, diventato un caso senza motivo».