Affitti più bassi con la riduzione Imis? A Trento non funziona
L’assessora Monica Baggia lo ha confermato presentando il Rapporto Nomisma sulla variante al Prg: «Non è una misura che ha sbloccato il mercato. Ci sono state riformulazioni di vecchi contratti, ma non nuovi contratti»
TRENTO. "Il Comune ha provato con l'introduzione della riduzione dell'Imis nel caso di canone concordato. Non è una misura che ha sbloccato gli affitti. Ci sono state riformulazioni di vecchi contratti, ma non nuovi contratti". Lo ha detto l'assessora all'urbanistica del Comune di Trento Monica Baggia a margine della conferenza stampa post Giunta comunale, spiegando che al momento "si sta lavorando sull'attività di intermediazione tra inquilino e proprietario".
Per il futuro, ha aggiunto, bisognerà "introdurre forse delle misure fiscali più forti" e avvalersi delle "agenzie di intermediazione, che magari intervengono anche con dei fondi di garanzia, come succede nelle grandi città europee, dove la proprietà è meno diffusa ed è molto diffusa invece la locazione". La fase che seguirà alla pubblicazione dello studio, ha spiegato invece il dirigente del Servizio urbanistica del Comune di Trento Silvio Fedrizzi, sarà quella in cui bisognerà "definire le strategie e le azioni, che verranno condivise con la Giunta e con le Commissione, e poi implementate nel 2026 con la scrittura del Piano regolatore".
Prg che, ha precisato, "non dovrà portare ad un maggiore consumo di suolo, ma ad una riqualificazione delle aree già edificate".