Trento, simula un malore ed evade dal tribunale: detenuto in fuga
Il sindacato Uilpa denuncia il fallimento delle politiche carcerarie e chiede interventi urgenti su organici, sovraffollamento e attrezzature
TRENTO. Un detenuto della Casa Circondariale di Trento è evaso nel pomeriggio dal tribunale del capoluogo, dove si trovava per un’udienza, dopo aver simulato un malore.
L'uomo - come informa una nota della Questura di Trento - è riuscito ad "eludere la stretta sorveglianza cui era sottoposto e a fuggire per le vie della città. Le ricerche da parte di tutte le Forze dell’Ordine sono state immediatamente avviate sull’intero territorio della provincia".
"Al momento della fuga indossava una camicia bianca con una bandiera tricolore sul lato sinistro, jeans chiari e scarpe da ginnastica, è altro circa 180 cm".
Secondo il Tg Rai di Trento si tratterebbe di un trentenne di origine marocchina accusato di aver commesso una violenza sessuale nel 2024 a Trento.
Le ricerche sono attualmente in corso da parte della Polizia Penitenziaria e delle altre forze dell’ordine.
L’episodio è stato commentato da Gennarino De Fazio, segretario senerale della Uilpa Polizia Penitenziaria, che parla di un nuovo segnale del fallimento delle politiche carcerarie adottate dal Ministero della Giustizia e dal Governo.
Secondo De Fazio, le carceri italiane ospitano 63.245 detenuti, con 16.625 persone oltre la capienza regolamentare, e con oltre 20mila agenti mancanti rispetto al fabbisogno, a causa anche di impieghi in uffici ministeriali e sedi esterne.
Gli operatori subiscono uno stress continuo, con turnazioni fino a 26 ore consecutive, morale basso e condizioni di lavoro estenuanti.
Il sindacato chiede provvedimenti immediati per ridurre il sovraffollamento, potenziare gli organici della Polizia Penitenziaria, ammodernare equipaggiamenti e apparecchiature e avviare riforme strutturali per migliorare il sistema penitenziario.