Il caso

Trento, un semaforo, migliaia di multe: tra via Brennero e via Marconi il triangolo delle Bermuda degli automobilisti

Oltre 2.400 infrazioni in un solo incrocio, il 40% del totale cittadino. Il consigliere Loris Ioriatti, dopo l'accesso agli atti, accusa: "Macroscopica e preoccupante anomalia. Non può essere solo colpa degli automobilisti, serve un controllo sull’impianto T-Red”

di Luca Marognoli

TRENTO. Incrocio tra via Brennero e via Guglielmo Marconi: come un semaforo rosso può trasformarsi in un buco nero per il sistema di rilevazione automatico delle infrazioni in città. Un buco nero che in un solo anno ha risucchiato quasi 2.500 automobilisti, quasi la metà dei multati dalla polizia locale di Trento per essere passati con il rosso.

No, non è un errore statistico, stando almeno ai numeri riportati dal consigliere comunale Loris Ioriatti, della Lega, che ha attinto ai dati tramite una richiesta di accesso agli atti. Difficile pensare che sia questione di “sola negligenza o distrazione degli automobilisti”, scrive in un’interrogazione il giovane esponente del Carroccio (cofirmatario Devid Moranduzzo), secondo cui siamo di fronte invece a “una macroscopica e preoccupante anomalia”.

Nel dettaglio, su un totale di 5.973 sanzioni elevate nell'ultimo anno di riferimento, ben 2.426 sono state emesse dallo stesso impianto: significa che un solo semaforo su undici è “responsabile” di oltre il 40% del totale delle infrazioni rilevate dall'intero sistema cittadino.

“Le numerose segnalazioni pervenute da parte dei cittadini – scrive ancora Ioriatti - descrivono la conformazione di tale incrocio come particolarmente complessa e potenzialmente ingannevole, inducendo di fatto gli utenti della strada a commettere involontariamente l'infrazione”.

In quel punto infatti, i semafori in realtà sono due, affiancati, ma uno – quello di sinistra - presenta la sola indicazione ad andare diritto e l’altro anche la freccia per chi intende girare a destra, verso via Marconi, appunto. Una situazione di per sé ambigua, anche perché il rosso (come si vede nella foto tratta da Google Maps) non arriva in concomitanza, ma in momenti diversi. Il che porta il consigliere a dire che la grande messe di sanzioni mietuta dal Comune sia “sintomo di una criticità strutturale dell'incrocio piuttosto che di una condotta scorretta generalizzata da parte degli automobilisti”.

L’effetto anche sulla sicurezza stradale, è quello di un boomerang. L'obiettivo primario del sistema di rilevazione – osserva Ioriatti - “dovrebbe essere la prevenzione e l'aumento della sicurezza stradale; un impianto che genera un volume di multe così elevato è, al contrario, indice di un problema di sicurezza e di chiarezza della viabilità che va risolto, e non può essere percepito come un mero strumento per generare entrate per l'Amministrazione”.

Il consigliere chiede quindi al sindaco e alla giunta comunale di accertare se l’impianto funzioni correttamente e di valutare interventi correttivi urgenti al cosiddetto T-Red, la rete di videosorveglianza che controlla gli incroci. Una rete che era stata presentata come “intelligente” proprio per la sua funzione preventiva e mirata a ridurre la velocità (su tutta via Brennero il limite è di 50 all’ora) ma che se diventa una trappola per gli automobilisti, tradisce la sua stessa funzione.

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