Gerosa al contrattacco: «Infanzia, il Comune di Trento si impegni di più»
L'assessore provinciale all'istruzione risponde alle provocazioni di Bozzarelli. Tra i nodi il progetto 0-6 e il sostegno alle rette. Si accende lo scontro tra le due assessore all’istruzione sul tema dei nidi. La numero due di Palazzo Thun aveva accusato Gerosa di puntigliosità e mancanza di sistema
TRENTO. «La Provincia non si fa dettare l'agenda dal Comune di Trento. Noi, anche sull'infanzia, siamo abituati a dare più attenzione ad un progetto pedagogico che a riempire semplicemente degli spazi».
Arriva dura la reazione dell'assessore provinciale all'istruzione Francesca Gerosa all'attacco della vicesindaca e sua omologa comunale Elisabetta Bozzarelli (vedi l'Adige di domenica). Proprio dalla numero due di Palazzo Thun era arrivata infatti una vera e proprio "stoccata" contro Gerosa che, sul tema nidi, accusata di una «mancanza di sistema» e per una «puntigliosità che non permette di fare passi avanti». E tra i vari temi sul tavolo Gerosa non le manda certo a dire: «Noi, a differenza del Comune, non prendiamo decisioni solo perché il sindaco possa dire a fine anno di aver azzerato le liste d'attesa».
Assessore, l'attacco della sua omologa a palazzo Thun è stato piuttosto importante...
Sì, ed è arrivata pure a scomodare Maria Teresa d'Austria (collocandola per altro nel secolo sbagliato) pur di dare contro alla Provincia. Ricordo ad ogni modo quanto, come Giunta, siamo impegnati nel sostenere sia le scuole dell'infanzia come gli asili nido. Un esempio è la decisione presa di aiutare le famiglie con le rette nel recente bilancio.
Tra i punti emerge il progetto 0-6 sui cui viene invocata una svolta. Lei cosa ne pensa?
Lo 0-6 non è riempire degli spazi vuoti, come fa intendere Bozzarelli, ma credere in un progetto pedagogico diverso. La sfida è garantire la differenziazione di 0-3 e 3-6 individuando però attività e spazi comuni attraverso uno specifico progetto. Ma non sempre questo è possibile.
Per esempio?
Per esempio a Mattarello. Bozzarelli accusa la Provincia di aver perso molto tempo ma è in realtà il Comune che si è incaponito. Avevamo infatti dato l'ok per 18 bambini nel progetto 0-6 ma si sono intestarditi nel volerne 30. Nell'attivazione noi abbiamo delle responsabilità e lì non c'erano degli spazi idonei per attivare il progetto con quei numeri.
Da qui le accuse di puntigliosità da parte di Bozzarelli...
Se devo essere sincera nelle interlocuzioni per le varie progettualità con l'assessore e con le sue strutture ho sempre colto più la necessità di rispondere ad un'esigenza di notizie di fine anno del sindaco che altro. Noi invece mettiamo al centro gli interessi dei bambini. E se questo significa essere puntigliosi sono orgogliosa di essere passata di questo. Dal mio punto di vista la nostra non è lentezza ma tutela di qualità, sicurezza e diritti educativi.
E rispetto al caso di Madonna Bianca?
A seguito della richiesta di accorpamento delle due scuole provinciali ho dato mandato alle mie strutture di fare tutte le analisi necessarie perché da parte mia non c'è una preclusione agli accorpamenti quando sono i comuni a chiederlo.
E che cos'è emerso?
Che in queste due scuole d'infanzia ci sono molte complessità che comportano un alto lavoro di personalizzazione a cui sono chiamate le insegnanti e che verrebbe compromesso unendo tra di loro le due realtà. In quest'ottica anche l'utilizzo degli spazi come fatto oggi è fondamentale.
Ma ha ipotizzato una soluzione su questo?
Sì, certo. Senza creare difficoltà ai bambini le due strutture potrebbero accogliere suddivisi quelli che oggi sono nel nido in viale dei Tigli, che il Comune deve ancora ristrutturare.
Un invito al Comune a fare la sua parte, insomma.
Dare risposte alle famiglie con bambini nella fascia 0-3 è priorità per tutti. Ma non ci sono solo i nidi. Il Comune di Trento si impegni ad intervenire di più anche sulle scuole dell'infanzia dato che sono di sua proprietà. Ho dato incarico al mio Servizio infanzia di definire in un documento tutti gli interventi sulle strutture che riteniamo necessari e sui quali avvieremo un confronto con il Comune.
Torniamo al tema rette.
Il percorso di abbassamento delle rette dei nidi è partito grazie alle azioni di centro-destra in consiglio comunale. Bene che il Comune abbia avviato questo percorso per rendere universale la fruizione. La giunta provinciale ora fa un passo in più sostenendo le famiglie. Da qui non si comprende davvero la costante polemica che il Comune muove. Ripeto: la Provincia non si fa dettare l'agenda da Palazzo Thun.
Non teme che la politica dei rimborsi abbia portato alcuni sindaci ad alzare le rette?
Quello che so è che c'erano Comuni che avevano già stabilito prima della misura di alzare le rette per una questione di bilancio. Non successivamente.